«Facciamo rifunzionare il lavatoio di Gragnana»
L’appello di un paesano: noi ci sentiamo abbandonati dall’amministrazione «Sindaco e assessori venite a vedere le cose che qui non vanno da tempo»
CARRARA. «Noi a Gragnana ci sentiamo abbandonati». Lo scrive in una lettera aperta indirizzata al sindaco, agli assessori e ai consiglieri comunali, Giorgio Pucciarelli.
«Nei giorni scorsi le cronache riportavano la notizia che per il torrente Gragnana, che tra l’altro si chiama Ninfale, stanno arrivando soldi per le opere contro il rischio idraulico - scrive Pucciarelli - Lì per lì ero orgoglioso, perché a Gragnana durante l’alluvione furono divelti i tubi che portavano acqua al lavatoio, in località Lovata, e speravo che con quei soldi fosse riparato anche il danno di che trattasi e rimesso in funzione il lavatoio. Poi mi sono accorto che i soldi serviranno per gli interventi alla Padula e Molino di Sorgnano».
«È mai possibile che non sia stato inserito nel progetto anche la richiesta per il ripristino della tubazione di che si tratta? Ma l’assessore ai lavori pubblici di allora a cosa pensava? Guardava solo il cimitero di Marcognano? E ancor peggio gli assessori gragnanini cosa hanno fatto per Gragnana?- si chiede Pucciarelli - Anzi i gragnanini erano disposti a mettere la manodopera se la amministrazione comunale avesse messo a loro disposizione il materiale, ma loro son venuti a raccontare la storia che soldi non c’erano. Perché non avete inserito nel progetto anche Gragnana?»
E Pucciarelli nella sua lettera aperta non le manda certo a dire.
«Siete venuti solo a prendere in giro i gragnanini. Vergognatevi di essere gragnanini, se avete un minimo di coscienza alzatevi dagli scranni e andatevene».
Infine l’appello al sindaco e all’assessore ai lavori pubblici: «a fare un sopralluogo al lavatoio per constatare in che condizioni è. Il lavatoio non è un’opera di carattere storico, ma è una testimonianza di vita del paese, dove andavano le donne a lavare i panni quando ancora nessuna famiglia era in possesso della lavatrice e neppure le case erano servite d’acqua. Allora si andava a prender l’acqua per uso domestico alle fontane pubbliche, inoltre finché il lavatoio era in funzione molte donne continuavano ad andare a lavare i panni ingombranti (piumoni, e quant’altro). Quando le donne andavano al lavatoio per lavare occupavano posizioni verso la chiusa e per il risciacquo si posizionavano verso l’entrata dell’acqua. Queste non erano regole scritte, ma di grande rispetto tra persone».
«Non solo, prima della costruzione del lavatoio le donne andavano a fare il bucato nel canale, si inginocchiavano sopra un sasso e sopra un altro sfregavano i panni con il sapone; anche in questo luogo sarebbe interessante, per non perdere la memoria, posizionare un cartello con illustrato le operazione del bucato di allora. Anche questa è cultura - si chiude la lettera - Chiedo, pertanto, a questa amministrazione - lo stanziamento di risorse per il ripristino della tubazione per il normale funzionamento del lavatoio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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