Finanza
Danneggia una statua e ne devasta un’altra
La persona ha problemi psichici ed è stata riconosciuta da testimoni. L’assessore: stiamo cercando un modo per aiutarlo
CARRARA. Raid di vandalismo brutale: danneggiata un’installazione di Michele Monfroni esposta in via Roma, distrutte le sedie in marmo zebrino della Ctrl marmi che abbellivano l’ultimo tratto di corso Carlo Rosselli. È successo domenica: la scultura di Monfroni, che raffigurava il busto di un uomo e di una donna incatenati insieme (da qui il titolo, “Amanti”) è stata gettata a terra intorno alle 16. Le due sedie in zebrino, collocate sopra un blocco levigato, sono state distrutte insieme alle due teche di vetro che le proteggevano verso le 10 di sera. L’autore, a quanto è stato ricostruito, è lo stesso, un cittadino carrarese che soffre di disturbi psichiatrici e che negli ultimi tempi ha manifestato il suo disagio in forme sempre più violente: la priorità è che sia aiutato a ristabilirsi, per tutelare non solo l’arredamento urbano e i cittadini, ma lui stesso. Le installazioni sono state realizzate in occasione di White Carrara Downtown, ma sono rimaste esposte con l’assenso di chi le ha realizzate.
«Domenica pomeriggio mi hanno telefonato i carabinieri – dichiara Monfroni – mi sono precipitato subito da Marina in centro per portare via le sculture. Mi sono trovato di fronte una brutta immagine». Il valore dei due amanti incatenati era di circa 2mila euro: «Ma non è questo che conta – precisa Monfroni – è l’atto vandalico che mi ferisce, perché è immotivato. Questa persona va aiutata. In ogni caso, io intervengo sempre quando vengo chiamato. Dobbiamo dare un contributo anche senza un ritorno: lo sento come un dovere, per uno che è nativo della città e la ama. Per fortuna Carrara è ancora un’isola felice rispetto agli episodi di vandalismo, che sono per lo più isolati».
Il danno è stato compiuto in una via Roma molto gremita per gli standard del centro storico. Anche alla distruzione delle sedie in marmo erano presenti molti testimoni, tra cui Andrea Fusani, gestore del bar Fuoriporta e critico d’arte: «Ho visto quest’uomo camminare a passo spedito – racconta – poi ho sentito un fracasso terribile. Mi sono affacciato dal locale: lui aveva appena fracassato una delle sedie e si apprestava a distruggere l’altra. Visto che qui eravamo in tanti, è scappato via verso l’altra parte della piazza. Nel frattempo mi ha insultato e minacciato che avrebbe dato fuoco al Fuoriporta, cosa che fa spesso. Ultimamente il suo disagio ha assunto forme più virulente: domenica è stato agitato per tutto il giorno, poi è esploso. Mi auguro che si trovi il modo migliore per intervenire».
Fabio Germelli, il titolare della Ctrl Marmi, non nasconde il suo rammarico per le sedie distrutte, ma cerca di vedere il lato positivo: «L’installazione è stata molto apprezzata», afferma. «Domenica, quando ho visto le sedie a pezzi, sul posto c’erano già una pattuglia e il comandante dei carabinieri. Oggi formalizzeremo la denuncia contro ignoti. Avevamo concordato col Comune di prorogare l’installazione fino al mese di Luglio».
Germelli racconta la genesi dell’opera: «Per realizzarla abbiamo lavorato in sinergia con la Cremo marmi (cava 113) e la Marmi di Vara, la sua parte commerciale. Si tratta di una cava particolare, posta sotto i ponti di Vara, da cui si estrae il cremo dai colori più tenui rispetto ai nostri marmi tradizionali. Ogni tanto vi si trova lo zebrino, dalle caratteristiche striature, con cui sono state realizzate le sedie. Si tratta di marmi altamente lavorabili, come lo statuario. Per questo vorrei ringraziare Ferruccio, Carlo Alberto e Matteo Corsi». Difficile quantificare il costo complessivo dell’installazione: «Il blocco utilizzato per il basamento è stato estratto e lucidato; le lastre di zebrino, lucidate su entrambi i lati, ritagliate, composte dagli artigiani. Si parla di un paio di settimane di lavoro. Quindi potremmo rifarle solo se l’installazione venisse prorogata a luglio e agosto. Comunque l’obiettivo di mostrare come dall’estrazione si arriva al design è stato centrato, facendo apprezzare le qualità di questi marmi pregiati». La questione è seria ma delicata, come sottolinea l’assessora al sociale Anna Galleni: «L’episodio ci ha messo subito in allarme. Abbiamo monitorato la situazione sin da domenica sera; il sindaco De Pasquale si è messo subito a disposizione per tutti gli atti di sua competenza laddove si rendessero necessari. Per tutta la giornata di oggi (ieri per chi legge, ndc) siamo rimasti costantemente in contatto con le forze dell’ordine e l’Asl per trovare la strada migliore per aiutare l’autore di questi gesti. È difficile somministrare delle cure “coatte” (e non parlo solo di Tso) a una persona che le rifiuta; pertanto è necessario intraprendere un percorso per farle capire che ha bisogno di essere aiutata. Preservando la sicurezza e tutelando i cittadini. Nel frattempo sono partite delle segnalazioni alla Procura della Repubblica». Sono in corso anche le indagini dei carabinieri.
Irene Rubino
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