Sicurezza
Tutti in piazza per ricordare Mancinone e la sua allegria
A Pallerone banchetto in memoria di Fabrizio Mancini, scomparso l’11 marzo Gli amici: «Si avverte ancora la sua presenza, quell’alchimia di forza e bontà»
AULLA. Conosciutissimo e benvoluto da tutti, Fabrizio Mancini detto Mancinone, da sempre operaio in forza al Comune di Aulla, se n’era andato all’età di 59 anni domenica 11 marzo.
E nei giorni scorsi Pallerone, la frazione aullese di cui era originario, lo ha omaggiato, nel giorno del suo compleanno, nella maniera che era a lui più cara, con una cena nel cuore del paese, il suo borgo, dove è nato e vissuto. Infatti, la contrada del Recchio, su iniziativa degli amici più cari come Ugo, Gianni, il fratello Paolo e Marco, presidente dell’associazione “La Contrada”, ha deciso di organizzare un banchetto nel giorno del compleanno dell’amico scomparso l’11 marzo scorso per raccogliere fondi che potranno essere devoluti alla ricerca o alla realizzazione di una iniziativa in suo ricordo. Germogliata l’idea e rivivendo un suo desiderio, tutta la contrada si è adoperata per organizzare al meglio la serata, che ha contato circa 250 presenze, trovando anche la collaborazione discreta dell’Amministrazione comunale, ente dal quale Fabrizio si sarebbe congedato per il pensionamento il primo aprile 2018. Così, come sempre, le donne ad impiattare, gli uomini a tagliare ed affettare, i ragazzi e le ragazze ai tavoli, i dolci fatti e offerti dalle famiglie del paese. Perchè non è la prima volta che il paese, attraverso le sue associazioni, organizza cene per raccogliere fondi da donare a situazioni di particolare criticità, vicine e lontane, alle quali Fabrizio Mancini ha sempre partecipato, contribuendo al lavoro del gruppo con le sue doti culinarie, anche se talvolta con qualche perplessità, magari quando ha dovuto indossare un kilt scozzese vero e proprio o per diventare il migliore Babbo Natale mai visto. Ed anche questa volta, i palleronesi, con la loro determinazione, hanno realizzato la significativa serata, preceduta da una messa in suffragio del caro amico, celebrata da Don Francesco, stipando la chiesa parrocchiale.
Il momento più intenso, a fine cena, è stato quando all’incrocio delle quattro strade, a ridosso dell’arco dal quale si accede verso la sua casa a Pallerone, tutti i convenuti hanno assistito alla proiezione di una raccolta di immagini dei momenti più “contradaioli” dell’amico scomparso, realizzato da Giovanna. Impossibile non farsi trasportare dalla forte commozione di tutti i presenti, che si sono stretti intorno alla famiglia di Fabrizio: la moglie Daniela, la figlia Martina e il fratello Paolo.
«Il vuoto lasciato dalla mancanza “fisica” di Fabrizio - scrive la contrada del Recchio - non ha impedito a tutti i convenuti di percepire ancora la sua forte presenza e la sua particolare personalità, risultato di una alchimia che miscela forza e bontà, autorevolezza e disponibilità incondizionata e quel sorriso complice di chi ti osserva tra una fetta di salame nostrano e un bicchiere di fresco vino di cantina. Grazie Fabrizio per lo splendido ricordo che ci hai lasciato in eredità…».
Gianluca Uberti
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