La manifestazione
«Nel bancomat anche dieci e cinque euro»
Andrea Ghinoi dell’omonimo bar di via Verdi lancia una raccolta di firme da indirizzare alle banche
CARRARA. In circolazione mancano banconote da 5 e da 10 euro? Ci pensa Andrea Ghinoi dell'omonimo bar di via Verdi angolo via 7 luglio. Scherzi a parte, il titolare sta per iniziare una raccolta firme per chiedere alle banche di mettere all'interno dei bancomat almeno tagli da 10 euro, Perché così dice "ci mettete in difficoltà". Il problema, infatti, è che i bancomat emettono soltanto banconote da 20 e da 50 euro, creando problemi al commercio cittadino. Impossibile fare resti senza i tagli da 5 e 10 da euro, soprattutto quando si hanno attività al dettaglio dove compri sigarette, bevi un caffè o compri un chilo di mele e spendi meno di cinque euro. L'idea è stata lanciata sul suo profilo Facebook, dove in molti hanno condiviso il suo pensiero. Ma anche mettendo una lavagna fuori del bar per spiegare le ragioni della petizione. E cioè: chiedere agli istituti bancari di inserire nei loro bancomat anche tagli minori di 20 euro, in modo da consentire ai commercianti di fare i resti agevolmente. Ma ce lo spiega meglio Ghinoi: «sabato mattina alle sette e mezza mi è venuto lo sconforto e stavo per chiudere. Lavorare in queste condizioni è difficile. Nel giro di mezzora sono venute tre persone con 50 euro e io mi sono ritrovato senza soldi da fare il resto. Ho dovuto dire a tante persone i soldi me li riporti. Ma così il guadagno è perso perché non tutti si ricordano di riportarteli. E nelle mie stesse condizioni - prosegue - ci sono tanti altri commercianti. Per questo mi è venuta l'idea di fare una raccolta firme e chiedere alle banche di mettere nei bancomat anche pezzi da 10 euro. Durante la settimana il problema si sente di meno perché le banche sono aperte e puoi andare a cambiare i soldi. Ma nel fine settimana è un problema perché sono chiuse e non si sa dove cambiare. So che una banca l'ha fatto di mettere i pezzi da 10 euro, ma non ricordo quale sia. Per questo ho ideato la raccolta firme che presenteremo in comune e alle banche».
Alessandra Poggi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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