Attenzione
«Mega polo? No, dateci la nostra scuola»
Il comitato genitori Doganella boccia il progetto di campus proposto dal Comune: si mescolano percorsi diversi
CARRARA. Il comitato Doganella risponderà colpo su colpo all’amministrazione sul campus che sostituirà il polo Villa Ceci. Sì, perché l’amministrazione ha in mente un nuovo polo scolastico in acciaio e legno da 17mila metri quadri (palazzetto dello sport incluso) nell’area di viale da Verrazzano, su terreno demaniale. Costo complessivo, oltre 24 milioni.
Le scuole di via Marco Polo saranno trasferite nel nuovo complesso, che andrà ad inglobare anche l’attuale campo dei Pini, da ricostruire altrove. Questo è uno degli 11 progetti presentati dall’amministrazione per il bando del piano regionale triennale 2018-2020 per l’edilizia scolastica, con tanto di rendering. Il budget complessivo, messo a disposizione dalla Regione, è di circa 1,7 miliardi. La graduatoria definitiva sarà pubblicata a settembre, momento in cui si saprà quante delle proposte presentate da Carrara saranno state accolte. Un annuncio che non è sfuggito ai membri del comitato che proprio ieri ha manifestato una certa apprensione in un post su facebook: «È di questi giorni la notizia che le scuole presenti nel parco di villa Ceci verranno demolite e mai più costruite in quel sito – si legge sulla pagina “Comitato Genitori Viva Scuola Villa Ceci” – mescolate senza un percorso pedagogico in un nuovo progetto».
L’ulteriore nota di rammarico, per i genitori dei ragazzi, è che della Doganella non è stata fatta menzione. Nel frattempo assicurano: «Naturalmente il comitato terrà alta l’attenzione per capire cosa l’amministrazione ha intenzione di fare al posto delle attuali storiche scuole nel sito di villa Ceci, e si cercherà di capire dove si ha intenzione di collocarla. Naturalmente non permetteremo di inserirla nella Giromini». Fiato sospeso, insomma, per il confronto tra l’associazione dei genitori e l’amministrazione comunale, che ha manifestato con chiarezza la volontà di chiudere definitivamente il plesso di villa Ceci. Ricordiamo le circostanze che hanno portato alla nascita del comitato: fino allo scorso anno, la scuola di via Marco Polo ha ospitato sia la media che la primaria Doganella. Lo scorso agosto sono stati scoperti problemi strutturali: il piano terra è stato lasciato agli studenti delle medie, gli alunni della primaria sono stati spostati alla Gino Menconi di Avenza. Il comitato dei genitori si è ricostituito con l’obiettivo di riportare i bambini in via Marco Polo. Per questa ragione, e per via dei problemi di convivenza creatasi alla Menconi, il comitato aveva proposto in gennaio di costruire una scuola di legno nel giardino di villa Ceci in attesa della ristrutturazione definitiva della Taliercio. Un’ idea che è piaciuta poco all’assessore Andrea Raggi, che ha colto l’occasione per sottolineare come la struttura della Gino Menconi fosse ben più sicura della sistemazione precedente: non una soluzione emergenziale, insomma. Una decisione che Raggi ha rivendicato con forza il 14 giugno, quando la scuola Buonarroti è stata chiusa per problemi strutturali e sono stati avviati lavori in somma urgenza per un importo di circa 200mila euro. «Se avessimo creato la scuola in legno oggi ci troveremmo sprovvisti dei fondi per la Buonarroti», aveva commentato in quell’occasione. I lavori consentiranno la riapertura della Buonarroti a settembre, ma uno dei progetti più importanti presentati dall’amministrazione prevede che anch’essa sia rasa al suolo e ricostruita in loco, per un importo di circa 7 milioni di euro.
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