Sicurezza
Incognita astensionismo al secondo turno
Il partito di chi a votare non ci va ha sempre il suo peso, ma ce l’ha ancora di più al ballottaggio quando - è quasi fisiologico - il numero di chi la X sulla scheda non la mette si impenna. Lo...
Il partito di chi a votare non ci va ha sempre il suo peso, ma ce l’ha ancora di più al ballottaggio quando - è quasi fisiologico - il numero di chi la X sulla scheda non la mette si impenna. Lo confermano i numeri. Certo raffrontare i dati, in campo elettorale, non è mai semplice: mutano i contesti, mutano quadro politico e alleanze e spesso pure i partiti. Ma, al netto di quei cambiamenti, il caso 2008 docet. Se, infatti, nel 2013 il ballottaggio non c’è stato perché Alessandro Volpi ha vinto al primo turno, nel 2008 i massesi, per scegliere il loro sindaco, sono stati chiamati a votare due volte.
Dieci anni fa, al primo turno - per restare ai numeri - si sono espressi 49.057 massesi pari all’82, 73%. Al secondo turno, per scegliere tra Fabrizio Neri e Roberto Pucci (che ha vinto) hanno messo la il segno sulla scheda 37.266 elettori, pari al 62,84% degli aventi diritto. Circa 20 punti percentuali in meno nel secondo turno rispetto al primo. Fisiologico perché i candidati al ballottaggio si riducono e perché manca anche lo “sprone” del voto al candidato al consiglio comunale, candidato che spesso funziona da “macchina” per il consenso riuscendo a mobilitare elettori. Al primo turno di queste elezioni amministrative l’affluenza è stata del 62, 45%: ad esprimersi sono andati 36.386 massesi. Adesso, in piena estate, in una città di mare, si tratta di capire quanti elettori saranno disposti a rinunciare ad un’oretta di tintarella per dire la loro sul governo della città. La sentenza alle urne.
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