Il Tirreno

De Pasquale: Carrara è per l’accoglienza

di Luca Barbieri
De Pasquale: Carrara è per l’accoglienza

Il sindaco controcorrente al forum con Azione cattolica: «Il M5s forma il governo, ahimè, assieme a un'altra forza politica»

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CARRARA. Ammette il ritardo nella stesura del regolamento degli agri marmiferi, rilancia sul marchio del marmo (unico, per quello lavorato e per quello estratto a Carrara) e sul tema della tracciabilità.

E annuncia: «sui beni estimati la partita non è finita, stiamo preparando il ricorso».

Sei temi per altrettante domande e risposte e alla fine a prendersi una buona parte dell’incontro, inevitabilmente, ci ha pensato la questione del lapideo. Le domande erano quelle preparate da Azione Cattolica di Massa Carrara Pontremoli e dal Coordinamento Zonale di AC di Carrara e Gruppo Adulti di AC “Vittorio Bachelet” attraverso problematiche e spunti di riflessione suggeriti dai sacerdoti della zona e inoltrati al primo cittadino Francesco De Pasquale durante l’incontro che si è svolto a Palazzo civico.

Un incontro riproposto a distanza di un anno circa dal precedente con quelli che allora erano i candidati a sindaco. Nessuna pretesa di tipo statistico sul censimento dei temi, hanno anticipato gli organizzatori, anche se «abbiamo intervistato la stragrande maggioranza dei sacerdoti».

Dopo la premessa, dunque, la prima domanda: «L’anno scorso dichiarava che una delle priorità da affrontare nel primo anno sarebbe stata affrontare la gestione degli Agri Marmiferi. A tutt’oggi cosa si è affrontato della questione? »

«La situazione è complessa – ha iniziato De Pasquale – e prima di tutto abbiamo fatto le audizioni con i portatori d’interesse: associazioni ambientaliste, sindacati, operatori, scultori. Incontri a 360 gradi per cercare di capire questi soggetti cosa volessero inserire nel regolamento. Ammetto che contavamo di fare più rapidamente, ma ci sono state varie vicissitudini. La legge regionale ci ha dato una proroga, meglio comunque ritardare, ma che riesca ad affrontare (e sarebbe bello risolvere) tutte le criticità presenti oggi. Ne dico una, la più paradossale: ci sono tanti studi di scultura che dicono di non aver materiale». Dalla proroga regionale per il regolamento a quella più recente ottenuta per i Piani Attuativi dei Bacini Estrattivi (Pabe): «È il piano regolatore delle cave, una volta adottato ci aspettiamo osservazioni e ricorsi, accontenterà qualcuno, ma scontenterà altri, sarà una situazione complessa, ma ovviamente essendo un piano complessivo dell’attività estrattiva ci sarà la parte d’ascolto anche della popolazione». «Saranno questi due, regolamento e piani, gli strumenti – ha aggiunto – su cui ci auguriamo che la città faccia sentire voce e peso; inutile lamentarsi e dire che la città dovrebbe essere ricca e che la ricchezza è in mano a pochi, ma quando poi ci troviamo ad approvare in Consiglio questi atti importanti la città non partecipa. In questi casi l’unione fa la forza: da un lato hanno la forza degli avvocati e noi dobbiamo mettere in campo la forza che ognuno si deve sentire di poter portarsi dietro».

Ma i temi che girano attorno al lapideo non si esauriscono qui: «la partita dei beni estimati non è finita, stiamo preparando il ricorso perché riteniamo che tutte le cave debbano essere a tutti gli effetti proprietà collettiva, gestita attraverso il consiglio comunale; ma c’è chi non lo riconosce».

Questa l’ultima stoccata arrivata da piazza Due Giugno prima di rilanciare sulla ricognizione dei beni estimati («quasi completata, siamo agli ultimi affinamenti»), sull’osservatorio dei prezzi del marmo («i soliti noti presenteranno ricorso sulle nuove tariffe aumentate dal 5 per cento; abbiamo un’altra serie di ricorsi, loro hanno gli avvocati e possono permetterseli») e, infine, tracciabilità («stiamo portando avanti la manifestazione d’interesse») e il marchio del marmo.

Infine il marchio del marmo, tema rilanciato con forza nel forum del Tirreno lo scorso febbraio. «Stiamo recuperando quello che in realtà era già stato fatto; un paio di bozze previste, un disciplinare preparato dalla Camera di Commercio, che stiamo ritirando fuori. Ovviamente nostra intenzione è quella di arrivare a un unico marchio: lavorato ed estratto a Carrara, questo il nostro obiettivo».

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