Il Tirreno

«Unione dei Comuni sì ma solo per i più piccoli»

«Unione dei Comuni sì ma solo per i più piccoli»

Il sindaco di Podenzana Riccardo Varese lancia una proposta per salvare le sinergie fra le amministrazioni montane. E dice: basta con l’unanimismo

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PODENZANA. Proprio ieri il sindaco di Tresana, Matteo Mastrini, a fronte dell'impasse che attanaglia l'Unione di Comuni Montana della Lunigiana, con la mancata elezione del nuovo presidente, paventava l'ipotesi di portare fuori dall'Unione il proprio Comune. «Se l'Unione fosse uno strumento funzionale al territorio, non avremmo problemi a farne parte, ma troppo è quello che non è stato fatto per i cittadini che pagano i servizi anche per chi non rispetta la legge» affermava Mastrini, lanciando l'idea di un tavolo di lavoro per stipulare convenzioni fra i Comuni favorevoli all'uscita.

A pensarla diversamente è il sindaco di Podenzana, Riccardo Varese, da sempre sostenitore della comprensorialità dei servizi, al quale quella di Mastrini appare come una provocazione. «Non ritengo l'Unione un ente inutile, anche perchè le Province ormai non hanno più un rapporto col territorio e si rischia di far fare la stessa fine all'Unione, che, se ben gestita, rappresenta l'unica modalità possibile per portare un pò di soldi in Lunigiana», spiega Riccardo Varese, secondo il quale sarebbe stato un errore mettere insieme tutti i Comuni lunigianesi all'interno dell'Unione: «L'Unione andava fatta con otto Comuni, quelli sotto i 3mila abitanti, perchè i Comuni più grossi fanno scelte diverse ed hanno esigenze diverse rispetto ai Comuni più piccoli che con maggiore difficoltà riescono a organizzare tutti i servizi per il cittadino». Un’Unione, insomma, senza Aulla, Pontremoli e Fivizzano. A questo punto, il primo cittadino di Podenzana lancia due sue idee per fare funzionare meglio l'Unione, a partire dal fatto che «si dovrebbe consentire al sindaco che viene eletto presidente di potere nominare un delegato al suo posto, visto che, magari, non si ha tempo di fare sia il sindaco che il presidente dell'Unione. Inoltre, bisogna variare lo statuto così da impedire che un singolo sindaco possa, contro il parere favorevole di tutti gli altri, bloccare un provvedimento. Insomma, va modificata questa regola assurda dell'unanimità, perchè la democrazia, almeno secondo me, non funziona in questo modo»Ale aggiunge Varese, che, in conclusione, riserva una stoccata al centro sinistra locale (a cui appartiene), sottolineando che “non è più in grado di dare risposte alla gente“, ma augurandosi, al tempo stesso, che Alessandro Volpi venga riconfermato domenica sindaco di Massa: «Altrimenti povera Provincia...».

Gianluca Uberti

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