Italia
Stretti di Giaredo, trekking fluviale tra i canyon da favola - Video
Nel cuore della Lunigiana gli “stretti di Giaredo” scavati nella montagna dal torrente Gordana da risalire a piedi e a nuoto
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PONTREMOLI. Fino a pochi anni fa, ben nascosti tra le montagne, erano conosciuti solo dalla gente del posto. Poi sono arrivati i social network, le foto postate, i like, le condivisioni e in un battibaleno la singolare bellezza degli Stretti di Giaredo è diventata patrimonio di tutti, al punto che oggi questo angolo di paradiso d’acqua dolce immerso nella natura è una delle attrattive più insolite e affascinati della Lunigiana, apprezzato per la sua anima selvaggia e fuori dal tempo.
Per ammirare le gole profonde e scenografiche scavate nella montagna dal Gordana – un torrente che nasce dal monte Tecchione nelle valli di Zeri e confluisce nel fiume Magra – bisogna andare a pochi chilometri da Pontremoli, nei pressi del piccolo borgo di Cavezzana, da cui parte un sentiero nel bosco di circa venti minuti che, snodandosi lungo la sponda del fiume, porta dritto all’ingresso del canyon, confine naturale tra Zeri e Pontremoli. Ha inizio qui il percorso di trekking fluviale, la cui difficoltà varia a seconda della stagione e dell’acqua presente nelle gole.
Un cammino che prevede tratti a piedi (procedendo sul fondo ciottoloso del fiume) e tratti in cui, per andare avanti, bisogna immergersi totalmente nell’acqua, nuotando. Un po’ di fatica, certo, ma il paesaggio è davvero fiabesco: un susseguirsi incantevole di pozze cristalline, cascatelle, alberi, rocce incastonate nel torrente e gole con pareti multicolore ripidissime alte decine di metri che, in alcuni punti, sembrano quasi toccarsi creando incredibili giochi di luce con il verde smeraldo della vegetazione e il grigio della pietra arenaria. «Gli Stretti di Giaredo – racconta Francesco Bola, presidente dell’associazione di turismo responsabile “Farfalle in cammino” – sono un Sic, cioè un sito di importanza comunitaria da rispettare e tutelare per l’interesse geologico e naturalistico. Negli ultimi anni la loro bellezza ha richiamato sempre più visitatori, anche se calcolare con precisione quanti è impossibile non esistendo un controllo all’ingresso. In generale si può dire che con le guide locali, nella sola estate, arrivano circa settecento persone, a cui vanno aggiunti i molti visitatori che percorrono i canyon in maniera autonoma».
Il modo più consapevole e sicuro per risalire il torrente è opportunamente attrezzati e, specie se non si è esperti della zona e del trekking fluviale, con una guida. «Avere scarpe con suola anti scivolo, muta per proteggersi dall’acqua fredda anche in estate, casco e controllare le previsioni meteo sono solo alcune delle accortezze da seguire per visitare gli Stretti in sicurezza e potersi godere il paesaggio, ricco di spunti anche da un punto di vista culturale» spiega Franco Ressa, guida ambientale escursionistica con anni d’esperienza alle spalle. «La particolarità – continua – è che si tratta di un esempio di wilderness (per i profani, “natura selvaggia”) a soli pochi minuti dal centro abitato di Pontremoli, da tutelare e controllare, per preservarne la bellezza». E per chi dopo questa avventura ha ancora tempo (e forze) da spendere le opzioni sono due: visitare la bella Pontremoli, città del “Premio Bancarella” e del museo delle Statue Stele, o continuare l’immersione nella natura salendo la tortuosa strada che porta a Zeri, ampio territorio distribuito a valle e in montagna.
Un paesaggio caratterizzato da cavalli e mucche al pascolo, case in pietra e la famosa pecora zerasca autoctona al 100%, che scorrazza per i prati. Ma soprattutto da tanto, tantissimo verde. «Zeri è ricca di tradizioni e tipicità – spiega Elena Aromando, presidente della Proloco – il suo tratto tipico culturale è rappresentato dalla pastorizia, dall’agricoltura di sussistenza e da produzioni uniche, che hanno origini e tradizioni antiche. Basti pensare alla farina di castagne, all’agnello di Zeri presidio Slow Food o alla nostra eccezionale ricotta». E per chi ama lo sport al Passo dei Due Santi in inverno si scia “vista mare” mentre, in estate, le attività più gettonate sono le passeggiate a cavallo e la raccolta di funghi. In ogni caso, il relax è assicurato.
Per info sulla fruibilità degli Stretti di Giaredo contattare l’Ufficio turistico di Pontremoli e leggere le “buone regole” per la visita su www.farfalleincammino.org. Fino a settembre ogni martedì, sabato e domenica la cooperativa Sigeric (www.sigeric.it) organizza visite guidate a pagamento con noleggio dell’attrezzatura.
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