Il Tirreno

Licenziato delegato sindacale: sciopero nell’indotto Pignone

di Benedetta Bianchi
Licenziato delegato sindacale: sciopero nell’indotto Pignone

La Fc Imballaggi lascia a casa un rappresentante della Rsu Fiom prima della scadenza dei termini. Insorge la Cgil: «Cacciato perché ha detto no all’accordo, questo é un atto di discriminazione»

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MASSA. "È un attacco alla Fiom Cgil": non usa mezzi termini il sindacato per spiegare il licenziamento anticipato di Hicham El Karkouri, uno dei 52 lavoratori di Fc imballaggi ed Rsu Fiom Cgil della società di appalto della Baker Hughes che ad inizio mese ha firmato un accordo con i sindacati di categoria. Così ieri i delegati Rsu Bhge e indotto hanno indetto uno sciopero di due ore a sostegno del collega.

El Karkouri, 48 anni, originario del Marocco naturalizzato italiano vive a Massa da 30 anni e lavora al Nuovo Pignone dal 2004 ed era Rsu Fiom di Fc Imballaggi; ha una moglie e due figli da mantenere «perché viviamo con un monoreddito», eppure non aveva ancora firmato il documento per la conciliazione individuale con la ditta nonostante al tavolo sindacale, a dare battaglia per trovare un’intesa condivisa per tutti i suoi colleghi, c’è sempre stato.

L’operaio avrebbe avuto tempo fino al 30 giugno per cambiare idea, giorno in cui ufficialmente scade l’appalto di Fc Imballaggi e i lavoratori saranno licenziati, anche se molto probabilmente avrebbe rinunciato lasciando scadere naturalmente il suo contratto di lavoro e, quindi, senza accedere a nessuna delle tre opzioni stabilite dall’accordo. Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm ad inizio mese sono riusciti a trovare una soluzione con l’azienda al termine di una trattativa di quasi 5 ore stabilendo che 10 operai vengano riassunti sempre nell’indotto Baker Hughes tra Bcube, azienda madre, e le sue partecipate; per altri c’è la possibilità dell’incentivo all’esodo ed altri ancora entreranno in Naspi, l’indennità mensile di disoccupazione, periodo durante il quale «Bcube e partecipate si obbligano formalmente alla riassunzione dei lavoratori per il periodo della Naspi».

El Karkouri, senza firmare l’accordo, avrebbe terminato di lavorare il 30 giugno senza ricevere un soldo di indennità, ma solo gli ammortizzatori sociali come previsto dalla legge; invece il suo licenziamento è scattato il 14 giugno con effetto immediato per «motivi di crisi di volumi produttivi e occupazionali». La versione fornita dal delegato Fiom Alessio Castelli, però, è ben altra: «L’azienda lo ha mandato via perché non ha sottoscritto l’accordo e questa è coercizione».

Una parola ripetuta più volte. «È discriminatorio nei confronti del sindacato - ha aggiunto Castelli - visto che è il secondo licenziamento di una nostra Rsu in pochi mesi». Senza El Karkouri i lavoratori Fc Imballaggi, anche se vicini al termine dell’appalto, restano senza Rsu che possano dare supporto alle problematiche interne; «C’è un accanimento verso i delegati Fiom - racconta l’operaio - e dopo il caso di una collega sono passati a me perché sono sempre in prima linea nella difesa dei lavoratori». Fiom non esclude altre mobilitazioni nei prossimi giorni.

 

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