Il Tirreno

Via abusiva a Rocchetta Denunciati 4 imprenditori

Via abusiva a Rocchetta Denunciati 4 imprenditori

Due mesi di indagini della forestale e del nucleo investigativo dei carabinieri Testimoni e telecamere hanno incastrato i responsabili. La strada è pericolosa

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MASSA. Depositati gli atti dell’indagine che ha portato all’individuazione dei responsabili dell’apertura del tracciato abusivo nel bacino estrattivo di Rocchetta. Quattro le persone denunciate. Due mesi fa i militari della forestale della stazione di Massa, coordinati dalla comandante del nucleo investigativo dei carabinieri, avevano effettuato il sequestro dell’area. Da allora sono state acquisite le prove necessarie a dimostrare quella che fin dall’inizio appariva l’ipotesi più probabile, ossia che i responsabili erano da cercare tra gli imprenditori del marmo.

Grazie al contributo di cittadini sensibili alla tutela del territorio, sono state acquisite numerose testimonianze, tra cui immagini di videosorveglianza della viabilità e documenti presso le ditte coinvolte nell’operazione. Si è così dimostrato con quale mezzo cingolato – un escavatore da 60 tonnellate - è stato aperto il tracciato che collega il bacino di Rocchetta in Comune di Massa con la vecchia strada vicinale dei cavatori che da Bergiola Foscalina sale fino al crinale che fa da confine tra i due Comuni, contestando gli addebiti a chi aveva la disponibilità ed ha condotto il mezzo d’opera. Erano stati eseguiti consistenti movimenti di terra e roccia, scavando le scarpate a monte e scaricando il materiale a valle. In un punto addirittura per raggiungere la larghezza utile al passaggio dei mezzi, erano stati posizionati, in modo piuttosto precario, alcuni blocchi di marmo sotto ai quali si vedevano segnali di cedimento del terreno. Anche se i lavori erano stati realizzati di recente, i periti hanno stimato tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018, il versante mostrava già numerosi segni di instabilità e dissesto. E quindi molto pericoloso.

Dopo le indagini state così denunciate quattro persone che a vario titolo hanno concorso alla realizzazione dell’intervento abusivo, contestandogli nel contempo anche le sanzioni amministrative relative all’assenza di autorizzazione per il vincolo idrogeologico. Seppure sia da escludere l’utilizzo del tracciato da parte di mezzi ordinari e soprattutto da parte dei mezzi che trasportano il marmo, viste le forti pendenze del versante interessato dai lavori si rende necessario provvedere al ripristino dell’area, per evitare l’aggravarsi dei fenomeni di dissesto già in essere sul versante.



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