Sicurezza
Roberto Pucci: io punto su Volpi per un centrosinistra del fare
L’ex sindaco illustra la posizione degli Arancioni: la macchina amministrativa deve andare al massimo E sulle priorità: «Al primo posto ci sono variante Aurelia, Casa della Salute e sicurezza idrogeologica»
MASSA. Si può fare politica a suon di dichiarazioni oppure la si può fare in silenzio, semplicemente scegliendo di esserci o di non esserci. Di farsi vedere o di non farsi vedere. Così quando Roberto Pucci, tre volte sindaco di Massa, in piazza dei Narcisi, per la campagna elettorale a sostegno di Volpi, si è fatto vedere eccome, beh le parole sarebbero state inutili. Il messaggio - silenzioso - è stato chiarissimo: frattura sanata e Arancioni che, dopo 5 anni di opposizione, aderiscono al percorso per le primarie e - conseguenza immediata -sostengono Alessandro Volpi, che quelle primarie le ha vinte. Adesso, però, che tutti i giocatori si sono disposti sul campo, ciascuno con il proprio ruolo, Pucci qualche parola se la concede. Sulle scelte fatte e su quelle da fare.
Pucci, ma gli Arancioni esistono ancora?
«Gli arancioni esistono eccome. Sono quelli che hanno sostenuto il percorso delle primarie e rivendicano il loro ruolo: puntano ad un cambiamento in seno ad un centro sinistra unito».
Cambiamento è la parola che ha dominato la campagna elettorale. In molti parlano di discontinuità. Lo fa anche lei?
«Io non parlo assolutamente di una discontinuità politica: il centro sinistra deve continuare a governare. Parlo piuttosto di una discontinuità amministrativa. Vogliamo un’amministrazione che dia corso ai progetti, alle attività e alle funzioni che consentano di fare di Massa una città più bella e che garantiscano migliore qualità di vita ai cittadini. Senza fissarci con il problema dell’indebitamento. Se l’indebitamento è sano e ottimale, consente ad una città di camminare e svilupparsi, proprio come accade in una famiglia. I conti devono essere in ordine, ma - per fare una metafora - la macchina deve funzionare al massimo dei giri consentiti senza fare alcun danno. Se la macchina procede al minimo, il rischio è che si ingolfi. Noi imporremmo - e abbiamo già imposto - una campagna per il cambiamento e in questa direzione diamo pieno sostegno ad Alessandro Volpi».
Chiarisca e semplifichi: quali sono secondo lei le priorità? Se domenica vince Volpi, l’amministrazione, con il sostegno degli Arancioni, che obiettivi dovrebbe porsi?
«Per me uno dei primi obiettivi da perseguire è quello della viabilità alternativa con la realizzazione della variante Aurelia, garanzia di una migliore vivibilità non solo per alcuni quartieri, Turano in primis, ma per l’intera città. Prioritari anche la Casa della Salute e il prosieguo dei lavori di messa in sicurezza dei fossi. Si sta, inoltre, ponendo come emergenza la manutenzione di strade, parchi e giardini. Senza dimenticare l’indispensabile attenzione al sociale. Il Comune ha, inoltre, un ruolo fondamentale sul fronte lavoro: non è certo un ufficio di collocamento, ma accelerando le pratiche e alleggerendo la burocrazia, può certamente contribuire a rendere più agevoli gli insediamenti produttivi».
E lei che è imprenditore, come vede l’ipotesi del Bic come incubatore?
«Sono convinto che l’ipotesi possa funzionare a patto che ci sia una compartecipazione delle aziende, con interesse a far partire le start up. L’ incubatore non deve contare soltanto su fondi, ma anche su strumenti operativi e servizi».
Volpi è stato suo assessore, poi i rapporti non sono stati buoni. Ora lo sostiene. Perché?
«Prima di tutto perché sono coerente: ho voluto le primarie, Volpi le ha vinte e io lo sostengo pienamente. Sono convinto che soltanto il centrosinistra, in grado cambiare se stesso, possa tenere questa città. Se Volpi vince, gli Arancioni saranno in maggioranza, ma se dovessero tornare le meline del fare e non fare, beh allora saranno pronti anche a tirarsi fuori».
Lei è netto...
«Il salto deve essere compiuto sul decidere. La squadra deve puntare tutta quanta al fare».
E voi nella squadra ci sarete?
«Penso che, per numeri, gli Arancioni un assessore potrebbero averlo. Ma il tema - ribadisco - è il fare. Per migliorare la città».
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