Sicurezza
Patenti con il trucco per settanta albanesi
Il titolare di una scuola guida è finito nei guai: certificava il falso. Gli stranieri erano all’oscuro di tutto
MASSA CARRARA. L’indagine è partita grazie all’intuizione di un agente della stradale di reggio Emilia, che quando ha visto la patente dell’automobilista albanese ha avuto più di un dubbio sulla autenticità del documento. Soprattutto sul come e quando lo aveva ottenuto. Da qui l’indagine che ha scoperto che quella licenza del paese delle Aquile era stata convertita in una patente italiana grazie a una scuola guida apuana, con false certificazioni. Un raggiro usato in altri 70 casi analoghi. Nei guai è finito il titolare, accusato di falso ideologico in atto pubblico mediante induzione in errore di pubblico ufficiale.
Secondo un accordo fra Italia e Albania deve dare un nuovo esame di guida il cittadino albanese residente in Italia da più di 4 anni. E comunque con la patente del suo paese in Italia non può circolare per più di 12 mesi. Per l’accusa la scuola guida ha aiutato settanta persone producendo alla motorizzazione certificati anagrafici (in fotocopia, come richiesto) che certificavano la loro residenza in Italia da meno di 4 anni, proprio per evitare di rifare l'esame di guida. La procura apuana aveva iscritto nel registro degli indagati anche gli automobilisti, perché sospettati di aver fatto parte del trucco architettato dal titolare, Invece nei loro confronti non è emerso nulla: pagavano la pratica e consegnavano i documenti, senza sapere quello che avveniva a loro insaputa. O almeno non è emerso nulla che potesse prefigurare un loro coinvolgimento. «Eravamo andati in quella scuola guida portando il certificato che serviva per cambiare la patete - hanno spiegato alla polizia -Per noi era tutto regolare».
Visto il numero di persone coinvolte - e sentite - la stradale ha impiegato diversi mesi per tirare le somme esvelare il raggiro. Nei guai, e quindi a processo, c’è finito soltanto quello che ha ideato la “scorciatoia” per poter far guidare gli stranieri sulle nostre strade per più di un anno.
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