«L’unità di Massa sia un esempio a livello nazionale»
Comizio di Gentiloni per Volpi a Marina, in 250 ad ascoltarlo Appello ai delusi: «Basta voto di protesta, è tempo di scelte»
MASSA. Il centrosinistra non si è squagliato alle urne né sotto il sole del comizio elettorale di Paolo Gentiloni ieri pomeriggio a Marina di Massa: 30 gradi, non un filo di vento e almeno in 250 ad ascoltare l’ex premier. Vista la temperatura un successo per i volpiani, che conferma la sola certezza riguardo al voto di domenica: sarà una battaglia voto per voto.
A meno di 300 metri il mare, i costumi, l’acqua che rinfresca. Sul lato sinistro di piazza Betti invece camice e magliette sudate, un palco con big nazionali e locali del Pd e la voglia di una parte di cittadinanza di vincere ancora le elezioni. La sintetizza Luca Perinelli, segretario Pd dal palco: «Siamo qui perché Massa vuole dimostrare che si può vincere, che siamo stati capaci di superare le divisioni e continuare ad amministrare bene». Il pubblico si scalda e applaude. E Gentiloni certifica, prendendolo a esempio, il percorso fatto. «Questa capacità di stare uniti che avete dimostrato sia un esempio per il Pd a livello nazionale». Dalla periferia lezioni per il centro.
Non sono parole casuali. Un breve scambio di battute, non appena l’ex premier scende dal palco, sono la fotografia di quanto poi sul palco diventerà retorica da comizio. Gentiloni arriva, ad accoglierlo il senatore versiliese Andrea Marcucci e la deputata Martina Nardi. Sono le prime mani che stringe. Poi c’è Volpi. Un abbraccio al volo, stretta di mano e da dietro, sotto il braccio accogliente di Marcucci, si fa sotto Roberto Pucci, l’ex sindaco. Marcucci è lesto a presentarlo a Gentiloni: «Lui è Roberto Pucci, l’ex sindaco prima di Alessandro. Ci ha dato una grossa mano in queste elezioni». L’unità ritrovata, in una frase sola.
Sul palco, qualche minuto più tardo, quando il microfono passa ad Alessandro Volpi, il pubblico lo accoglie con un applauso caldo. Fiducioso. E lui ricambia con una grinta insolita, un attitudine da comiziante finora tenuta ben nascosta. «Io sono esterrefatto, ho ascoltato un candidato sindaco che non è stato in grado di fare una proposta sui grandi temi. Dipingono Massa come se fosse la barbarie, ma poi non dicono niente su cosa vogliono fare. Non hanno nessun progetto».
Gentiloni parla per un quarto d’ora, fa il bilancio dell’ultima esperienza di governo, abbozza autocritiche. «Il numero dei lavoratori reali è aumentato, ma bisogna fare di più per la qualità del lavoro. Noi però abbiamo fatto uscire il paese da una crisi drammatica». E fa un appello al voto a indecisi, elettori radicali di sinistra e altri che immagina recuperabili: «È tempo di scegliere, anche chi ha voluto sperimentare un voto di protesta o di rabbia, adesso è chiamato a scegliere un nome e un progetto serio. Volpi ha fatto bene e farà meglio».Un accenno alla sicurezza: «Non si fa il sindaco spargendo paura o dando a tutti una pistola sul comodino, il governo ha fatto molto sul fronte della sicurezza e dobbiamo rivendicarlo. L’Italia non diventi un paese cattivo». Prima e dopo il comizio il premier è circondato, c’è chi vuole farsi i selfie. L’età degli astanti è alta, come l’entusiasmo. Alla fine il saluto con Volpi: «Ti chiamo lunedì sindaco, per farti i complimenti per la vittoria».
Altri servizi a pag. 5
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
