La manifestazione
Gli studenti: che difficile la versione di Aristotele!
Delusi gli alunni del Rossi. «Si tratta di un autore che viene affrontato di solito al secondo anno, e poi era un testo lunghissimo e fin troppo impegnativo»
MASSA. Aristotele ha impiegato quasi 10 anni per buttare giù gli appunti che compongono la sua raccolta “Etica Nicomachea”. Loro avevano quattro ore a disposizione per tradurre un passo di 17 righe estratto dall'ottavo libro, considerato il primo trattato di etica.
Ma i numeri parlano anche di 2400 anni di distanza da quando quelle parole, il filosofo e scienziato greco, le buttò nero su bianco per la prima volta.
E un altro dato da considerare per comprendere l'umore dei maturandi del liceo classico Pellegrino Rossi di Massa al termine della seconda prova – che riguardava appunto la traduzione di una versione dal greco antico di un testo filosofico di Aristotele – è che all'uscita da scuola nessuno si è dichiarato soddisfatto.
Anzi. Molta delusione, una versione nemmeno sospettata, un carico di lavoro «insostenibile» ed ecco numeri ed ingredienti che hanno reso il secondo giorno degli esami di maturità 2017/2018 del liceo Rossi, per molti studenti un giorno da dimenticare.
Quella versione, un elogio all'amicizia e alla concordia che tengono «unite le città», nessuno, a quanto pare, avrebbe mai pensato di trovarsela davanti, appoggiata sul banco, con un cronometro che scandisce minuti e secondi di una mattinata iniziata con una doccia terribilmente fredda.
A raccontare il perché sono proprio i giovani maturandi del liceo che escono alla spicciolata dalla scuola.
«Solitamente – commenta all'uscita dalla seconda prova, Lia Miceli, 18 anni - Aristotele viene affrontato il primo anno di liceo. È passato molto tempo da quanto lo abbiamo studiato e sinceramente non me lo aspettavo. Inoltre la versione era veramente lunga».
Il passo più difficile? «Quando sono incappata nella parola “idioi”».
Cosa significa? «Ancora non l'ho scoperto».
D'accordo con l'opinione espressa dalla collega di studi anche Francesco Lenzetti, 18 anni: «Eccessivamente lunga» dice il ragazzo. «Quando un testo è molto lungo normalmente viene controbilanciato dalla facilità. Ma in questo caso non è stato così. Avevamo solo quattro ore per tradurre la versione, insomma, non eravamo preparati. Avrei di gran lunga preferito il Simposio di Platone».
Ancora più critica nei confronti della scelta del Ministero dell'istruzione di optare per il testo di Artistotele, Serena Manfredi, 18 anni.
«Il Miur dovrebbe rivedere le versioni che propone. La difficoltà – dice la ragazza - è stata la stessa di quella della versione di Isocrate uscita due anni fa. Era troppo lunga e troppo difficile, i professori stessi hanno detto che non era fattibile per noi. Sono argomenti che abbiamo trattato in prima. Ma soprattutto la raccolta era composta da appunti: non c'era un filo logico che tenesse unito il testo».
All'uscita da scuola studenti e studentesse si confrontano sulla versione, si interrogano sulle parole e sui verbi che sono state più difficili da tradurre e da declinare. E i punti da chiarire, quelli che più hanno impegnato i ragazzi durante la versione sono un po’ gli stessi.
«Idioi significa “si può vedere”» - aggiunge qualcuno dopo aver controllato su internet. Qualcun altro sospira sconsolato e chiude il dizionario di greco. Insomma una prova impegnativa che ha decisamente reso la mattinata difficile agli studenti.
«È andata malissimo» - si sfoga appena uscita dall’istituto la maturanda Nicole Camera.
«Ora c'è da solo da studiare per la terza prova. Con la speranza di rialzare la media».
Insomma una giornata difficile e adesso l’attesa della terza prova. Il tour de force della maturità, come ogni anno, segue i suoi ritmi e presenta le sue difficoltà.
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