Il Tirreno

«Era un testo davvero complesso»

di Luca Barbieri
«Era un testo davvero complesso»

Al Repetti pareri discordanti: traduzione impegnativa, ma comunque fattibile

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CARRARA. Il tema dell'amicizia, come quella che in questi cinque anni di liceo, su quei banchi di scuola, hanno coltivato, giorno dopo giorno, anno dopo anno, da adolescenti a maturandi.

L'amicizia in un testo del filosofo Aristotele, tratto dall’Etica Nicomachea: è stata questa la seconda prova, che si è svolta ieri, per il Liceo classico, con la versione di greco.

Dopo la prima prova di mercoledì scorso ieri studentesse e studenti impegnati nell'esame di maturità 2017-2018 si sono ritrovati per la seconda prova.

E allora mentre i colleghi del Liceo scientifico in sei ore dovevano risolvere problemi e questionario, quelli del linguistico la prova d'inglese, al Liceo classico ecco la versione; quest'anno con la traduzione dal greco.

La seconda prova al “Repetti”. Quattro le ore a disposizione per la versione. E così, quando non sono ancora scoccate le 13, dal cancello del Liceo classico “Repetti” di Carrara cominciano a uscire i primi gruppetti di studenti.

I ragazzi parlano tra loro, si confrontano. Ci sono quelli più scoraggiati, altri tirano un sospiro di sollievo.

Per alcuni era questa, la versione di greco, la prova più “temuta”; per altri no: adesso, in ogni caso, la testa va alla terza prova e poi si pensa all'orale. Impossibile, tornando alla prova, aspettarsi un autore preciso, ragionano; mentre qualcuno ricorda addirittura i precedenti più recenti in cui si trattava il tema dell'amicizia.

Tra i primi studenti a varcare il cancello c'è Nathan Petacchi (III B), a cui chiediamo una prima impressione “a caldo” sulla prova da poco terminata. «La versione – ci spiega – trattava la filosofia e il tema dell'amicizia con un testo di Aristotele. Con tutti gli autori che studiamo è praticamente impossibile aspettarsi qualcuno di preciso, eravamo comunque preparati. Secondo me – entra nello specifico della prova – era complicata più per quanto riguarda la parte dei concetti, meno per la grammatica. Io preferivo greco comunque rispetto a latino; tutto sommato sono tranquillo», conclude Nathan che in programma ha il corso di Archeologia Marina all'università. Dalla terza A, poi, escono insieme Luca Diamanti, Antonio Perillo e Tommaso Strafforella che si “spaccano” su quale prova meriti la palma di “più difficile”, ma concordano tuttavia sulla difficoltà di quella appena affrontata.

«Era una traccia difficile, abbastanza dura insomma, ma alla fine fattibile- sostengono all’unisono – Di certo non ce lo aspettavamo».

Sulla falsariga anche Edoardo Barbareschi (III B): «Era lunga e difficile. Credo che il tema dell'amicizia, tra l'altro, fosse già uscito qualche anno fa con un altro autore», ragiona Edoardo; lui per la carriera universitaria ha già le idee chiare: proseguirà studiando Interpretariato e comunicazione.

Idee chiare, ma strade diverse (ingegneria) per Noemi Danesi (III A) che sulla prova di greco chiosa così: «Era tosta, magari il tema era semplice, quello dell'amicizia, ma come traduzione era dura. Sono più contenta per il tema della prima prova, gli argomenti erano molto interessanti».

I dati della prima prova. E così, archiviate le prime due prove, adesso la prossima tappa che porterà gli studenti da maturandi a maturi sarà rappresentata dalla terza prova scritta, prima, ovviamente, dell'orale. E nel frattempo, proprio sulla prima prova di mercoledì scorso, il Miur sul suo sito ha pubblicato i dati delle tracce più scelte.

Ad aprire la classifica c'è allora il saggio breve artistico-letterario “I diversi volti della solitudine nell’arte e nella letteratura” (22,1 per cento; oltre il 30 per cento nei licei) davanti all'analisi di testo con Giorgio Bassani e “Il giardino dei Finzi-Contini” (18,5 per cento); terza posizione (16,8 per cento) per la creatività e il saggio socio-economico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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