Il Tirreno

«Un canile che funzioni e sterilizzazione dei gatti»

«Un canile che funzioni e sterilizzazione dei gatti»

Associazioni e volontari si ritrovano al parco del Wwf e presentano un pacchetto di proposte al futuro sindaco. Compresa la tutela “comunale” della fauna selvatica

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MASSA. Si è svolto al parco del Wwf a Marina di Massa, l' incontro tra un gruppo di associazioni con a cuore il benessere degli animali, per discutere della situazione attuale degli amici a quattro zampe. Volontari e appartenenti a vari comitati, hanno fatto emergere la necessità di sensibilizzare le istituzioni e la futura amministrazione sulla gestione del canile sanitario che, ha evidenti carenze strutturali (gabbie vecchie e piccole e, assenza di aree di sgambamento) e, sulla necessità di dotare la città di un canile comunale, cessando così convenzioni con strutture lontane. Un tema non secondario, dato che in Italia si contano 60 milioni di animali domestici (uno per abitante) di cui circa 7 milioni di cani.

«Non avere un canile comunale - scrivono in una nota le associazioni - non solo ha pregiudicato il benessere dei cani per troppi anni rinchiusi in gabbie, ma ha impedito anche molte adozioni. Inoltre i costi sono stati troppo elevati per le casse del comune e quindi per le nostre povere tasche. Molto partecipata e sentita è inoltre la tematica sulla sterilizzazione delle colonie feline, di competenza per legge dell’Asl, che occupandosi dell’intera provincia non riesce a fare fronte al numero dei gatti randagi presenti sul territorio, per cui le femmine non sterilizzate si riproducono liberamente. Un problema che sta aumentando lasciando soli i volontari che si devono fare carico dei nuovi nati e delle sterilizzazioni delle madri. Per questo viene chiesto che la prossima giunta si attivi per promuovere un piano di sterilizzazioni insieme al mondo del volontariato». C’è stata anche una discussione sugli animali della fauna selvatica dove le organizzazioni affermano che «esiste una delibera di legge regionale che impone ai comuni di intervenire per il soccorso dei piccoli della fauna selvatica (mentre gli adulti sono di competenza della Regione ). Ad oggi l’opera di recupero e di aiuto a questi animali viene fornito da un' associazione di volontariato. Si chiede quindi - continuano i membri dei comitati - al futuro primo cittadino di attivarsi per quanto è di sua competenza creando, in collaborazione con gli operatori, un servizio di recupero per questi animali». Nel contempo è stato però sentita la necessità di promuovere un progetto tra municipio e comitati di volontariato nelle scuole, per sensibilizzare i ragazzi alle tematiche animaliste insegnando anche come intervenire con un animale domestico e non. Poi sulle potature e la pulizia dei fossi il comune, contro ogni regolamento, ha sempre eseguito tale pratica nei periodi di nidificazione e di nascita degli animali uccidendone molti esemplari. Infine - concludono - non si è tenuto conto delle leggi e dei decreti che lo Stato ed il Ministero della Salute hanno emanato per disciplinare il trasporto di animali in stato di necessità con ambulanze o unità mobili veterinarie, con personale formato anche senza veterinario a bordo. Si continua infatti ad operare sul territorio in modo inadeguato nonostante sulla nostra città ci siano due mezzi idonei e operanti». Insomma chiunque guiderà per i prossimi cinque anni la città dovrà farsi carico anche di questi problemi e sopratutto dovrà dare una risposta chiara e concreta, alle tante persone che hanno a cuore la vita degli animali. (s.l.)

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