Il Tirreno

I “We love surf”, dal Barlume alla Russia

I “We love surf”, dal Barlume alla Russia

Il tour per il nuovo album, “Jellyfish”, parte proprio sabato dallo storico locale di Marina di Carrara

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CARRARA. Teniamoci forte perché il ritmo irresistibilmente rock & roll dei We love surf, alias Andrea Marcori e Flavio Andreani, torna con il nuovo album Jellyfish, 4° in ordine di arrivo e a distanza di due anni dal precedente Peachy Keen. E torna con 10 pezzi nuovi di zecca che sabato la band carrarese suonerà sul palco del Barlumedi Marina, a partire dalle 22, dando il via al tour che li porterà in tutta Italia, addirittura fino in Russia.

«Partiamo dal Barlume perché è uno dei pochi locali che cerca di fare musica dal vivo e poi perché ci faceva piacere partire dalla nostra città, dal mare dove andiamo a fare surf: davanti al Barlume passiamo tutti i giorni con la tavola sottobraccio».

Un album, ci dice Andrea, pensato per divertire e per far ballare con lo stile inconfondibile della band, nata nel 2011 e arrivata, qualche anno fa, alle telecamere di Occupy Deejay , il programma televisivo trasmesso su Deejay TV fino al 2014, quando ancora in Tv il fenomeno dei talent e dei cantanti cosiddetti stagionali “usa e getta”, come qualcuno li ha definiti, non aveva ancora preso il sopravvento ed esistevano ancora spazi e interviste per i cantautori.

«Io preferisco fare 10 date piuttosto che fare un provino per un talent-sostiene convinto Flavio-la musica deve essere dal vivo, nei locali: la miglior promozione è suonare dal vivo. Tant’è che abbiamo fatto un video sull’argomento» continua, riferendosi al video di “The Place”, la divertente clip dove i due ragazzi, travestiti da banane, cantano davanti a una fantomatica giuria di gorilla, scimmie, babbuini e macachi.

«Abbiamo iniziato a scrivere questo album subito finito il tour. Ci siamo chiusi in studio e con ancora davanti agli occhi la gente venuta ai nostri concerti che ballava e si divertiva, abbiamo scritto le nuove canzoni» racconta Andrea Marcori. Il loro è uno stile scanzonato, votato al divertimento, ammettono i due ragazzi e il loro album rispecchia fedelmente questo dna dal sapore di sole e salsedine, tant’è che jellyfish significa proprio medusa. Ma in ogni album, precisano, trovano sempre il modo di inserire un pezzo un pochino più velenoso, per far riflettere.

Come, nel caso di Jellyfish, succede con la canzone “Ask daddy for money” dove i We love surf prendono in giro quei figli di papà che si fingono freakettoni: «Ragazzi così li incontri nell’ambiente surfista ma anche nell’ambiente musicale così come in tanti altri ambienti- continua a spiegare Andrea, autore dei testi-perché nelle canzoni comunque cerco sempre di raccontare aneddoti e piccoli episodi legati al surf ma che possono valere anche e in qualche modo per altre situazioni». Intanto l’album uscirà venerdì e il video di Feel so good, Rock 'n' Roll!, una delle 10 canzoni, è già fuori.

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