Il Tirreno

Rubava nei negozi, quarantenne sinti esce dal carcere

Rubava nei negozi, quarantenne sinti esce dal carcere

Il tribunale del riesame le ha concesso gli arresti domiciliari Un complice è riuscito a scappare. Lo cercano i carabinieri

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PONTREMOLI. È stata messa ai domiciliari la nomade di origini sinti arrestata qualche settimana fa con l’accusa di aver messo a segno, insieme a due complici (una è finita in manette e l’altro è riuscito a scappare), in alcuni esercizi commerciali in Lunigiana nelle scorse vacanze natalizie. La decisione è stata presa dal tribunale del riesame di Genova, che ha accolto la richiesta dell’avvocato di Rosa Florian, 43 anni, Enrico Di Martino. La donna ieri ha lasciato il carcere e adesso si trova agli arresti nella sua abitazione di Viareggio.

I giudici però hanno ribadito che «sussistono i gravi indizi di colpevolezza dell’indagata per concorso nei reati ascritti, realizzati nell’arco di meno di un mese a danni di esercizi commerciali, con evidente premeditata organizzazione, con identico modus operandi, consistente nell’entrare in tre soggetti all’interno del locale, uno dei quali ha intrattenuto e distratto il personale del negozio con richieste pretestuose e strumentali, al fine specifico di consentire ai due complici di sottrarre danaro». I colpi erano studiati a tavolino. Perfetti. Una complice distraeva il titolare del negozio preso di mira fingendosi un cliente interessato all’acquisto della merce in vetrina, mentre gli altri frugavano nel banco vendite o nel magazzino appropriandosi del denaro contante trovato. Un piano efficace e redditizio, che ha fruttato - secondo gli inquirenti - 5000 euro in poco meno di un mese; a realizzare i colpi, oltre alla Florian, un’altra donna di origini sinti di 27 anni. Entrambe sono indagate per il reato di furto in abitazione (gli esercizi commerciali dove hanno effettuato i colpi sono stati considerati luoghi di privata dimora), in concorso con un uomo ancora da identificare. I fatti contestati sono relativi a diversi furti realizzati tra il dicembre 2017 e il gennaio 2018 in alcuni esercizi commerciali di Villafranca in Lunigiana e Pontremoli. Le indagate preferivano colpire al di fuori del proprio territorio di residenza dove ritenevano di essere meno riconoscibili. Così in ben tre occasioni il loro bersaglio è diventata la Lunigiana, dove le donne, dopo aver pianificato con cura i colpi, si sono recate a bordo di un’autovettura intestata a un prestanome. Nonostante lo stratagemma i carabinieri della stazione di Pontremoli hanno trovato il filo conduttore che legava i diversi furti. Il primo furto risale al 19 dicembre dello scorso, in pieno periodo prenatalizio. È un negozio di giocattoli a essere preso di mira dalla banda; i tre raggirano la titolare e portano via i soldi che si trovavano sul bancone con la scusa di farsi mostrare un pelouche che avevano visto in vetrina. La banda torna a colpire il 22 di dicembre. In una ricevitoria tabacchi di Villafranca in Lunigiana. Anche in questa occasione è stato individuato un locale dove il titolare è da solo; come nel negozio di giocattoli anche qui la tecnica utilizzata è la stessa: una delle donne chiede all’esercente di mostrarle della merce esposta mentre i due complici si avvicinano silenziosamente alla cassa dalla quale prelevano l’incasso. L’ultimo colpo in una farmacia, ma la dottoressa intuisce che c’è qualcosa che non va e chiama le forze dell’ordine.

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