Sicurezza
Nuove tariffe sul marmo, sono pronti i ricorsi
I colossi del lapideo impugnano la delibera che aumenta del 5% il valore medio. Ma non è escluso un tavolo di trattativa con il Comune. Martinelli: nessuna notizia
CARRARA. Il caso - prima esclusivamente politico - diventa ora giudiziario. Perché se la delibera con cui l’amministrazione De Pasquale aumenta del 5% il valore medio dei materiali estratti ha visto l’opposizione salire sulle barricate per la procedura adottata, adesso quella delibera si prepara a passare sotto la lente di ingrandimento della giustizia amministrativa.
I colossi del settore lapideo - Marmi Carrara e cooperative in testa - si preparano al ricorso al Tar: gli atti sono pronti. Ieri pomeriggio l’ultima riunione per fare il punto, affidare le deleghe ai legali, quindi bussare alle porte del tribunale amministrativo regionale. Decisione presa, ad una decina di giorni dalla scadenza dei termini: il 29 giugno, infatti, decorrono i 60 giorni dalla pubblicazione della delibera che, in assenza di ricorsi, non sarebbe stato più possibile impugnare. Quella delibera (la 194 del 28 aprile) - per ripercorrere la vicenda - ha fatto seguito ad una precedente, datata 23 marzo. La delibera di marzo mantiene inalterata la tassazione del marmo per il biennio 2018\2019.
Di fronte a quella scelta si scatena la bufera, con l’opposizione che chiede il ritiro dell’atto. Ritiro che, in autotutela, arriva in un secondo momento: la giunta De Pasquale decide di “produrre” una nuova delibera, quella che, appunto, stabilisce un aumento pari al 5% del valor medio. E contro la quale adesso i big del marmo presentano ricorso. Contestano - per parlare delle motivazioni tecniche per cui gli imprenditori si appellano alla giustizia amministrativa - l’iter procedurale con cui l’atto è stato definito dopo il ritiro in autotutela del precedente e delineano, in relazione alla tassazione, una discriminazione rispetto agli altri comparti.
Aspetti tecnici che ieri sono stati ulteriormente definiti durante una riunione all’associazione industriali. In ogni caso la decisione di ricorrere non chiude definitivamente la porte ad un “tavolo” con l’amministrazione per trovare una soluzione condivisa. Il ricorso, con la scadenza dei termini che incalza, è, infatti, la precondizione per evitare che l’atto acquisisca piena esecutività. Potrebbero essere ancora aperti, quindi, margini di trattativa.
Dei ricorsi che, dopo gli ultimi aspetti di dettaglio, dovrebbero essere presentati nei prossimi giorni, l’amministrazione ancora non sa nulla.
Matteo Martinelli, vicesindaco e assessore alle finanze, conferma che a piazza Due Giugno la notifica dell’impugnazione davanti al Tar ancora non è arrivata. E del resto è comprensibile visto che i ricorsi sono in fase di ultima definizione.
Poi sarà la giustizia amministrativa a pronunciarsi sull’iter di ritiro della prima delibera sulla tariffe e su quello che ha portato a definire nella percentuale del 5% l’aumento del valore medio.
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