Sicurezza
Da Buenos Aires in bici alla Cooperativa scultori
La singolare vicenda di due studenti argentini in viaggio nell’Europa del Sud dovevano fermarsi pochi giorni e invece si sono innamorati della città e del marmo
CARRARA. “Il ritmo della bicicletta è il ritmo della farfalla”, dice un proverbio catalano: lo sanno bene Emilio Ismael Dergham e Maria De Los Angeles Comesaña, due studenti argentini di Buenos Aires che hanno deciso di regalarsi un anno nell’Europa del Sud in bicicletta e che inizialmente dovevano fermarsi solo qualche giorno a Carrara, tappa della rotta mediterranea la cui destinazione originaria era la Grecia ma che poi probabilmente li porterà fino in Iran. Perché si tratta di un viaggio che i ragazzi si costruiscono strada facendo, tappa dopo tappa, in sella alla loro bici-tandem, ascoltando i suggerimenti di chi man mano incontrano e lasciandosi ispirare dai luoghi. A Carrara per esempio, meta suggerita da un incontro fatto mentre viaggiavano in Liguria, dovevano restare solo qualche giorno appunto ma poi innamorandosene grazie al fortunato incontro con i ragazzi della Cooperativa scultori di Carrara, alla fine se ne fermeranno ventotto, fino alla prossima domenica. Infatti Emilio e Maria usano la rete social Warm Shower una comunità internazionale nata per lo scambio di ospitalità tra cicloturisti e con la mappa virtuale che indica le abitazioni disponibili sono approdati a casa di un ragazzo carrarese, Fabio, il quale in questo momento si trova, naturalmente insieme alla sua bicicletta, in Alaska. Andrea Franceschi, uno dei ragazzi della cooperativa che conosce Fabio, li ha incontrati a casa dell’amico e scoprendo che Maria studia all’Accademia di Belle Arti di Buenos Aires, l’ha invitata per uno stage nel laboratorio della cooperativa in via San Martino, dove è nata da subito, oltre a una bella collaborazione e a un interessante scambio culturale, una bella amicizia. «Carrara è bellissima, abbiamo visitato il Duomo subito il primo giorno e ne siamo rimasti incantati, siamo stati sulla Pania della Croce con Raffaele e abbiamo avuto la fortuna di incrociare White Carrara Downtown così abbiamo visto i simposi e i ragazzi dell’Accademia in strada che scolpivano: per noi è stato straordinario» racconta Emilio. Maria si dispera al pensiero della partenza di domenica prossima, lei che in tre settimane, seguita da Andrea Franceschi, Diego Zampolini, Raffaele Bruzzi e Riccardo Barsottini, lavorando gomito a gomito con artisti del valore di Aidan Salakhova, di casa dai ragazzi della cooperativa, è riuscita a scolpire due seni con drappeggio: «I ragazzi ci hanno aperto le porte e ci hanno trattato da subito come se fossimo dei loro vecchi amici – racconta anche Maria infatti - e poi abbiamo visto un paesaggio unico: il mare e le montagne bianche a un passo. Non lo trovi spesso». Anche Diego si è sentito arricchito dall’esperienza: «Secondo me è fantastico quello che stanno facendo questi ragazzi e il bagaglio culturale che si costruiranno, quando rientreranno saranno persone diverse: noi abbiamo la fortuna di fare il mestiere più bello del mondo e di conoscere molte persone, per noi significa arricchirci ogni volta». E da domenica dunque, olio ai pedali e il viaggio riprenderà: dopo Barcellona, la Provenza sulle tracce di Van Gogh, la Liguria e poi Carrara, sarà la volta di Lucca: «Ma non sarà facile lasciare Carrara» hanno ammesso i due giovani viaggiatori.
Francesca Vatteroni
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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