Il Tirreno

I balneari al futuro sindaco: «Ci dia una città turistica»

di Chiara Sillicani
I balneari al futuro sindaco: «Ci dia una città turistica»

Gli operatori non chiedono interventi specifici, ma un grande progetto Lotta all’erosione, strumenti urbanistici e scelte che valorizzino l’ambiente

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MASSA. Dimostrano di aver raggiunto la maturità e la consapevolezza di chi non guarda all’obiettivo immediato - o non soltanto a quello - ma disegna un progetto a lungo termine e chiede che si tracci la strada per tradurlo in realtà, quel progetto.

I balneari non puntano al ripascimento di inizio estate, all’intervento tampone, al rifacimento di un tratto di litorale: al futuro sindaco chiedono di sposare un’idea, quella di una città che nella vocazione turistica trova la sua identità e che su quella identità è pronta a scommettere e ad investire. Un progetto oltre il mare, una visione di città.

Stefano Gazzoli, titolare del bagno Sara, è il presidente di Fiba Confesercenti per la Toscana Nord: «Certo - ammette - c’è una quotidianità del fare, ma accanto a quella quotidianità deve convivere un grande progetto». I piccoli interventi necessari e l’ambizione del cambiamento: «Al futuro sindaco chiedo di scegliere. Noi ci siamo e saremo a disposizione, ma deve essere scelta una direzione e in quella direzione l’intera giunta deve lavorare, senza alcun compartimento stagno». E per chiarire, si affida all’esempio: se riteniamo che Massa possa puntare sul turismo ambientale, allora “ambiente” deve diventare la parola chiave in ogni settore, dalla definizione degli strumenti urbanistici alla valutazione delle azienda da impiantare in zona industriale, dal perimetro di quella zona industriale, alle tipologie di dehors- per andare agli aspetti di dettaglio - da installare al mare e non soltanto. Stefano Gazzoli è certo che «il terreno su cui lavorare nei prossimi 5 anni ci sia. L’amministrazione delle cose buone le ha fatta, non posso negarlo. Forse, però, le ha pubblicizzate poco. Le condizioni per andare avanti ci sono, ma dobbiamo definire, magari anche creando un coordinamento tecnico, la strada da percorrere».

Lungo quella strada Luca Martini, titolare dello stabilimento Henderson e presidente di Assobalneari, mette, però, dei paletti fissi. Priorità da cui non è ammesso derogare. Perché - per Martini è un must - «è indispensabile continuare sul percorso di definizione degli strumenti urbanistici. Il Regolamento ci consente di realizzare piani attuativi con la nostra diretta partecipazione e permette finalmente di poter innovare». Urbanistica, ma pure erosione e se il progetto e i soldi ci sono, la sfida è «non mancare alle riunioni in cui all’ordine del giorno ci sia il porto di Marina di Carrara. Non solo: la Regione ha proposto la rimodulazione del litorale spostando la sabbia dai tratti in cui è in eccesso, su quel progetto è necessario che la futura amministrazione verifichi con attenzione massima». Urbanistica, erosione, ma anche la cura dell’immagine con un progetto nuovo di litorale sul modello di Marina di Pietrasanta e Lido di Camaiore (leggi articolo accanto).

Lorenzo Marchetti, titolare del bagno Tirreno e presidente regionale di Cna Balneatori, la lista della spesa - come lui stesso la definisce - al futuro sindaco non vuole presentarla, ricorda però che a «Massa il turismo contribuisce al Pil per il 20%». Chiede quindi - conseguenza diretta di quel dato - che «sia proprio il turismo al centro dell’azione politica e sociale. La scelta premierebbe l’intera città».

Insomma, un progetto che ridisegni l’identità della città e massima coerenza tra le scelte perché, definita una direzione, quella sia percorsa. Su tutti i fronti.

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