Il dolore
Gli ex candidati: nessuno per Volpi, in tre per Persiani
Elettori lasciati liberi per domenica, nessun apparentamento Si aspetta per oggi la posizione ufficiale di Sergio Menchini
MASSA. Li hanno lasciati soli o quasi i contendenti. Gli otto candidati sconfitti lo hanno recepito bene e fatto loro, quell’arguto motto democristiano sul voto: Nel segreto della cabina elettorale dio ti vede, il tuo candidato no. E così libertà di voto per tutti. Con qualche sfumatura. A destra.
I pacchetti di voti preconfezionati, apri e consuma, non ci sono più. L’elettore è mobile, una penna al vento. O forse, nei tavoli privati di trattativa, ben poco margine c’era per accordarsi. In una direzione o nell’altra. Sia Alessandro Volpi che Francesco Persiani sono sostenuti da coalizioni ampie. Con i loro interessi e le loro richieste. E imbarcare qualcuno che non fosse decisivo, magari, sarebbe stato più un grattacapo che altro.
Due c’erano che avrebbero potuto spostare qualcosa. Si tratta ovviamente della terza e del quarto classificato nella corsa al palazzo comunale. Ma per ragioni diverse, entrambi hanno finito per optare per la libertà.
Luana Mencarelli lo ha detto prima delle elezioni e non ha cambiato idea dopo: «Nessun apparentamento, noi non controlliamo pacchetti di voti». Va dato atto della coerenza. L’unica novità, tra pre e post voto, sta nell’invito civico ad andare a votare. «Chiediamo solo di andare alle urne, qualsiasi sia la personale intenzione». Insomma, fate anche scheda bianca o annullatela. Ma non rimanete a casa. Cosa farà l’elettorato grillino, inaspettatamente abulico al primo turno, è tutto da vedere.
Quasi lo stesso il risultato dopo una settimana di trattative per Sergio Menchini e la sua coalizione. L’apparentamento lo ha escluso, pian piano, mentre i contatti con le due sponde proseguivano. «Snaturerebbe la nostra ragione d’essere», ha detto l’avvocato. Lui una sua preferenza ce l’ha, ma non la vuole trasformare in un’indicazione di voto formale. «Personalmente sono per un percorso di discontinuità di e cambiamento», ha detto in una riunione con i suoi alla Comasca. Una sfumatura a destra insomma, ché la continuità suggerirebbe Volpi. Anche se qualcuno in coalizione avrebbe preferito andare da quella parte.
Il centrosinistra, d’altronde, ha detto subito che di accordi non ne avrebbe fatti. Persiani invece si era detto pronto a sentire. L’ultima parola non è detta e anzi è più che probabile che Menchini e la coalizione oggi sciolgano la riserva.
Nicola Cavazzuti e Potere al Popolo non hanno tentennato a lungo. Ventiquattrore dopo la domenica elettorale hanno chiarito: «Noi non andiamo con nessuno». Il compatto numero di elettori che hanno scelto la sinistra radicale nell’opzione proposta non avranno indicazioni di voto. «C’è libertà di scelta - ha spiegato il candidato - per alcune questioni è chiaro che non avremmo potuto prendere in considerazione l’apparentamento. Si fa politica, e bene, anche fuori dal consiglio. Non inseguiamo poltrone».
Ambizioni persino più alte quelle del candidato del Partito Comunista Marco Bondielli. «Noi siamo per la ricostituzione del partito comunista e di una proposta realmente alternativa al sistema attuale. Lavoriamo su quello, non ci fermiamo di certo al momento elettorale».
Per chiudere a sinistra c’è anche Andrea Biagioni di Area 2018. Prima fanno autocritica, poi spiegano cosa vogliono fare. «L’esito del voto ha dichiarato che la novità che desideravamo rappresentare non rientra negli schemi che la maggioranza degli elettori massesi ha preferito seguire». Poi la dichiarazione. Anche qui, liberi tutti. «I nostri elettori utilizzeranno la libertà per decidere come esprimersi nelle urne domenica. Se l’esito del ballottaggio non è prevedibile, di certo non saremo noi a fare da ago della bilancia».
Discorso che vale, più o meno, anche per Lorenzo Pascucci. «Abbiamo messo in campo un progetto e le persone che ci hanno sostenuto lo hanno fatto riconoscendosi in questo. Non possiamo mettere il cappello sui voti e spostarli dove ci pare. Abbiamo un programma però, che riteniamo buono e pieno di idee. Spero che chi vinca vorrà usarlo come spunto».
Pierpaolo Bertilorenzi, sulla sua pagina Facebook, invece posta una foto con Persiani. «Francesco è una persona per bene e sarà un grande sindaco se lo vorrete, vicino agli onesti per il bene della collettività».
In chiusura, ancora la destra. Se Persiani aveva dichiarato di non avere avanzato richieste di apparentamenti e non averne ricevute, di altro parere è Francesco Mangiaracina, candidato di Tutto per Massa e Casapound. Lui dice di averla recapitata la sua. Ma picche. «Ho contattato Fratelli d’Italia, Lega e persone vicine a Persiani. Il nostro 2% non è stato preso in considerazione e pertanto ci è stato comunicato il rifiuto di un apparentamento ufficiale». Lui però non serba rancore e dichiara che andrà comunque a votare Persiani. Sfumature a destra.
Libero Red Dolce
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