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Massa, è morto il pensionato travolto dall’Ape

Massa, è morto il pensionato travolto dall’Ape

Giuseppe Manfredi se ne è andato dopo tre giorni di agonia. Ex ferroviere di 67 anni, lascia la moglie e due figli

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MASSA. Non ce l’ha fatta il pensionato ricoverato venerdì pomeriggio in fin di vita all’ospedale di Cisanello, a Pisa, dopo essere stato travolto da un’Apecar parcheggiata, mentre stava camminando vicino a casa (in viale Roma 260): Giuseppe Manfredi, 67 anni, è deceduto dopo tre giorni di agonia. Le sue condizioni erano apparse subito disperate, tanto che i medici lo avevano messo in coma farmacologico per decidere il da farsi. Ma il trauma cranico lasciava un filo di speranza. E domenica in giornata il filo si è spezzato.

La dinamica dell’incidente è ancora in fase di ricostruzione da parte della polizia municipale. Anche perché è frutto di una serie di coincidenze sfortunate. Da ieri intanto l’accusa nei confronti dell’automobilista che era al volante della Fiat Punto, che ha perso il controllo e ha sbattuto sul motocarro, è di omicidio colposo (in un primo momento erano state contestate le lesioni gravi).

In un primo momento ricostruire la dinamica è sembrato alquanto complesso: ad aiutare la famiglia e gli inquirenti a capire l’accaduto sono stati due testimoni che non soltanto hanno descritto l’incidente agli inquirenti, ma hanno voluto incontrare la famiglia del pensionato per ricostruire anche a loro la dinamica.

L’incidente è avvenuto venerdì intorno alle 15 in viale Roma, all’altezza dell’incrocio con via del Balico. Manfredi, secondo una prima ricostruzione, è stato colpito da un’Apecar che era parcheggiata nei pressi di casa. Per la polizia municipale il motocarro si è abbattuto addosso all’anziano dopo essere stato colpito dalla Punto che ha perso il controllo mentre si immetteva nel viale Roma. Nello scontro oltre all’Apecar è rimasta coinvolta anche una Panda, in sosta anch’essa. La sfortuna di Manfredi, che stava tornando a casa dalla moglie, è stata quella di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Giuseppe Manfredi lascia la moglie e compagna di una vita Livia, ex dipendente comunale, il figlio Enrico, segretario della Filt Cgil e la figlia Elena. Il pensionato lascia anche i suoi tre amatissimi nipotini, la grande gioia della sua vita e tanti amici. Tra i ferrovieri era conosciutissimo e amatissimo: in molti ieri hanno contattato la famiglia e l’hanno raggiunta a casa per stringersi intorno alla moglie e ai figli, per condividere il momento di dolore ed esprimere vicinanza.

Non ancora decisa, in attesa del nulla osta, la data dei funerali: il corpo del pensionato rimane, infatti, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Sarà il sostituto procuratore Alessandra Conforti, titolare del fascicolo aperto sull’incidente, a decidere se accontentarsi di un esame esterno oppure no. Più probabile, infatti, che chieda al perito l’esame autoptico completo. Ma servirà anche una perizia per disegnare la carambola mortale nei minimi dettagli.
 

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