Il Tirreno

L’avvocato: io sono per la discontinuità 

Menchini strizza l’occhio al centro destra

Menchini strizza l’occhio al centro destra

MASSA. Rompe il silenzio fra i suoi elettori l’avvocato Sergio Menchini e durante l’incontro organizzato al parco della Comasca per «chiarire lo scenario in vista del ballottaggio di domenica»,...

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MASSA. Rompe il silenzio fra i suoi elettori l’avvocato Sergio Menchini e durante l’incontro organizzato al parco della Comasca per «chiarire lo scenario in vista del ballottaggio di domenica», esprime la propria «personale» opinione ai sostenitori delle liste di Siamo Massa, Arcipelago Massa, Obiettivo Massa e Ascoltare per fare. Liste che lo hanno appoggiato alle elezioni del 10 giugno ottenendo il riscontro di circa 4.646 elettori. Ora, quello che è stato definito “l’ago della bilancia” al secondo turno, inizia a sbilanciarsi: «Un’umiliazione - dice l’ex candidato – chiedermi di accordarmi per qualche posto in una “maggioranza additiva”. Dal mio punto di vista una apparentamento avrebbe significato perdere di vista la ragione per cui siamo nati».

La stessa ragione che qualche mese fa lo aveva portato a rifiutare di concorrere alle primarie del centro sinistra - sostiene Menchini - ora lo porta ad evitare accordi con entrambi i candidati sindaco. «Un percorso che non mi interessa» ha detto rivolto ai presenti al parco della Comasca. Che nonostante il fresco non sono riusciti a placare gli animi. Incalzato dagli sguardi dei candidati delle liste che lo appoggiavano, infine, Menchini ha ammesso «personalmente sono per un percorso di discontinuità e cambiamento».

Una strizzata d’occhio, dunque, al candidato di Lega Nord, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Persiani sindaco e Popolo della Famiglia, Francesco Persiani. E che rappresenterebbe la fine della tradizione di centro sinistra che ha caratterizzato il Comune di Massa. Oltre al silenzio l’avvocato rompe quindi anche con il centro sinistra, in favore di un’apertura al centro destra di Persiani. Ma nessun apparentamento ufficiale. L’incontro alla Comasca è stato «un primo passo» verso gli elettori che lo hanno indicato come alternativa ai partiti di centro sinistra, che si ritrovano ora a dover prendere una decisione fra i due aspiranti sindaco rimasti. Fra i presenti all’incontro la spaccatura è stata forte, ma non netta: c’è chi chiede ufficialmente di non lasciare «liberi gli elettori perché sarebbe come abbandonarli». E c’è chi chiede l’astensione da qualsiasi indicazione di voto. Forse uscirà anche una nota ufficiale.

Camilla Palagi

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