Italia
Carrara, tutti i colori e le forme del lavoro in mostra a Palazzo Cucchiari
La rassegna della Fondazione Conti. L’occasione di ammirare 56 opere di grande impatto
CARRARA. 56 opere, tra quadri e sculture che arrivano da collezioni pubbliche e private di tutta Italia, di artisti come Signorini, Fattori, Pellizza da Volpedo, Balla e molti altri a declinare il tema del lavoro attraverso colori e forme, appunto, dal lavoro domestico alla condizione sociale; nel mezzo il lavoro in mare, nelle officine, nei campi, nelle miniere e nelle cave. Ed è partita proprio da lì, dal lavoro alle cave, «dall'importante attività legata all'estrazione e alla lavorazione del marmo», Franca Conti dal giardino di Palazzo Cucchiari (“casa” della Fondazione Giorgio Conti) durante la preview di “Colori e forme del lavoro. Da Signorini e Fattori a Pellizza da Volpedo e Balla" che si è svolta ieri pomeriggio. La mostra – a cura di Massimo Bertozzi e Ettore Spalletti – partirà ufficialmente oggi (sabato 16) e proseguirà nelle sale del palazzo di via Cucchiari fino al 21 ottobre.
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.16970499:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.16970499:1652420353/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
L'anteprima. Come detto, la preview della mostra – ideata e promossa dalla Fondazione Giorgio Conti – che racconta attraverso le opere dall’Unità d’Italia alla Grande Guerra il tema del lavoro. E così, dopo il benvenuto e i saluti di Franca Conti la parola durante la presentazione è passata ai due curatori: Ettore Spalletti e Massimo Bertozzi; a loro il compito di descrivere dettagli e significati dell'esposizione di Palazzo Cucchiari. Poi, dopo l'introduzione, l'attesa “prima” visita lungo i due piani del palazzo su cui si sviluppa la mostra. Una presentazione (e una visita) partecipata e allora – prima in giardino e poi nei corridoi del palazzo a gustarsi le opere – c'era l'armatore Enrico Bogazzi – presente anche a “Dopo Canova” dell'anno passato; c'era inoltre buona parte della giunta comunale (il vicesindaco Matteo Martinelli, gli assessori Federica Forti, Andrea Raggi, Sarah Scaletti e Alessandro Trivelli); presenti, tra gli altri, anche il direttore dell'Accademia di Belle Arti di Carrara Luciano Massari, l'ex presidente dell'Istituto carrarese Giancarlo Casani, Giovanna Bernardini (ex assessore alla cultura di Carrara) e l'ex sindaco di Massa Roberto Pucci. La mostra inizia quindi con Vincenzo Vela e le sue “Vittime del lavoro”.
Una scelta «tecnica» (è un alto rilievo in bronzo), spiegano dal palazzo, quella di collocare proprio quest'opera all'ingresso, ma anche simbolica perché nella mostra lavoro e condizione sociale vanno a braccetto.
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.16970501:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.16970501:1652420353/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Si comincia con l'omaggio di Vela ai morti sul lavoro di San Gottardo (che fa parte della sezione lavoro in miniera e nelle cave) e si prosegue lungo i due piani e gli spazi tematici: il lavoro domestico, il lavoro nei campi, il lavoro in mare e nei fiumi, il commercio, il lavoro nelle officine e nelle manifatture, il lavoro in miniera e nelle cave e la condizione sociale.
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.16970503:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.16970503:1652420353/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Da Vela a Fattori, da Balla a Signorini e Pellizza da Volpedo, ma non solo: Nomellini, Altamura, Selvatico, Morbelli, Graziosi e Tommasi, sono alcuni degli artisti presenti da non perdere con le loro opere che arrivano da diverse collezioni private e pubbliche. (l.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
