Il Tirreno

Minacce a una ragazzina indagini della polizia

Minacce a una ragazzina indagini della polizia

Ascoltati i protagonisti del delicato episodio avvenuto giovedì in via Roma Sentito anche il disabile, le sue condizioni sono buone. Nessun provvedimento

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CARRARA. Sono in corso verifiche da parte della polizia sulla vicenda dell’anziano che avrebbe minacciato una ragazzina con una pietra. Come abbiamo scritto ieri, giovedì intorno alle 17 in piazza Matteotti l’uomo, che indossava un ampio cappello di paglia, si è ritrovato accerchiato da un gruppo di giovanissimi che lo hanno accusato di aver importunato la bambina. I ragazzi, di età intorno ai 14 anni, sostenevano di possedere dei filmati che ritraevano l'accusato intento a infastidire altre ragazze o di essere stati loro stessi vittime di episodi simili. Poco prima dell’episodio, l’uomo era stato visto spintonare un diversamente abile. Durante l’alterco, è rimasto per lo più in silenzio, difendendosi con frasi brevi ed ellittiche. «Vieni con me in caserma», gli ha intimato uno dei giovani presenti. Qualcuno dei presenti ha provveduto a chiamare la polizia. All’arrivo di due uomini in divisa, l'anziano si è allontanato rapidamente lungo via Roma. È stato inseguito prima dai ragazzi e poi dagli agenti, e in breve tempo è stato raggiunto e fermato per essere trattenuto in commissariato e ascoltato. Gli agenti si sono rivolti anche alla bambina che sarebbe stata minacciata, ai familiari dei ragazzi e al diversamente abile, raccogliendo le rispettive testimonianze al fine di ricostruire la dinamica dell'accaduto. Questi gli eventi così come sono stati ricostruiti dal Tirreno. Una versione che è stata confermata dal commissario Corrado Mattana.

Sono volate, comr abbiamo spiegato nella nostra edizione di ieri, accuse reciproche. La polizia ha ascoltato in modo particolare un paio di genitori dei ragazzini che sarebbero stati minacciati. Le minacce non sarebbero comunque particolarmente gravi. Mattana spiega, poi, l’intento che ha guidato l’intervento della polizia: «Dopo la lite di giovedì pomeriggio, le persone coinvolte sono state accompagnate dalla polizia in commissariato per spostare l'attenzione dalle vie del centro verso i nostri uffici. Tra urla e offese reciproche abbiamo rischiato una compromissione dell’ordine pubblico. Era inoltre fondamentale rispettare disposizione giuridico-normativa per cui i minori debbano essere riconsegnati agli esercenti la potestà genitoriale». L'anziano fino a ieri risultava sconosciuto alle forze dell’ordine: non ha precedenti, nemmeno una menzione negli atti. Nessuno dei ragazzi era mai stato coinvolto in episodi simili. C’è stata poi la persona diversamente abile che l’uomo ha scosso in un impeto di rabbia: «Lo abbiamo ascoltato il giorno stesso, ma non era stato ferito. Lo abbiamo rivisto anche ieri mattina, stava bene». Insomma, gli accertamenti continueranno ma non è stata ravvisata la necessità di adottare procedimenti particolari.

Irene Rubino

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