Sicurezza
Degrado a Villa Massoni, Marco Casonato alla sbarra
L’accusa è di aver danneggiato un bene storico nazionale. Sentito un teste La sovrintendenza non si è costituita parte civile. Immobile a rischio confisca
MASSA. In attesa del processo per il fratricidio, è iniziato (dopo una prima udienza tecnica servita per notificare alla sovrintendenza il procedimento per una costituzione di parte civile che non c’è stata) quello che vede alla sbarra Marco Casonato per lo stato di abbandono di Villa Massoni. Deve rispondere dell’accusa di danneggiamento al patrimonio archeologico, storico o artistico nazionale, come previsto dell’articolo 733 del codice penale. Secondo la procura la dimora è anche un bene di tutti dal momento che si tratta di un complesso di pregio storico nazionale, come rilevato dalla sopraintendenza alle Belle arti per la province di Lucca e Massa Carrara. Sul banco degli imputati doveva esserci anche Piero, ma il primo novembre scorso è stato ucciso dal fratello, proprio nel giardino della villa che ha rovinato le loro esistenze. Se la sentenza per i danneggiamenti sarà di condanna in teoria il giudice Alice Serra potrebbe anche decidere per la confisca dell’immobile.
In aula è stato sentito un carabiniere del nucleo Tutela patrimonio di Firenze, teste del pubblico ministero (il vpt Debora Bracco ha sostituito il procuratore capo Aldo Giubilaro). Il militare ha spiegato che anche il solo fatto di non aver tagliato l’erba e di aver fatto crescere a dismisura le piante può essere considerata una condotta che ha portato al degrado della dimora. Ma la sua conclusione è stata contestata dal legale di Casonato, l’avvocato Riccardo Balatri. La difesa ha contestato anche altro: ovvero il fatto che nonostante Villa Massoni dal 1975 sia entrata nel patrimonio nazionale la sovrintendenza - lo ha detto il teste dell’accusa - non sia mai intervenuta per difenderla. In realtà dal 2013 qualcosa si era mosso anche perché ormai Villa Massoni nel frattempo si era trasformata in un caso politico. E non solo a livello locale. E Balatri punterà la sua difesa proprio su questo: l’organo preposto per il controllo non è mai entrato nella villa e quindi non ha dato disposizioni per il mantenimento del bene.
Comunque si tornerà in aula la prossima settimana per sentire gli altri testi dell’accusa (sovrintendenza e vigili del fuoco), poi toccherà a quelli della difesa.
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