Il Tirreno

Ventisei gessi, i tesori del Carmi

Ventisei gessi, i tesori del Carmi

I tesori della Gipsoteca dell’Accademia di Belle Arti inventariati sono oltre 300

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Nei primi dell'Ottocento, spiegano i curatori della mostra, attraverso “pensionati” (borse di studio che consentivano allo studente vincitore del concorso di passare un periodo di perfezionamento fuori città) gli studenti dell'Accademia soggiornavano a Roma, «centro al tempo giustamente considerato il più avanguardistico nel campo delle arti plastiche», e a Carrara dovevano poi spedire i segni (ovvero i modelli) di quel lavoro che stavano portando avanti nella capitale. Di questo viaggio che unisce Carrara e Roma, di questi studenti, alcuni dei quali diventati celebri per la scultura a livello nazionale e non solo, e quindi dei loro modelli che spedivano a Carrara da Roma racconta la mostra “Carrara 1800-1850 maestri studenti in viaggio verso Roma. I tesori della gipsoteca dell'Accademia di Belle Arti di Carrara”. La mostra – a cura dell'Accademia di Belle Arti di Carrara – è visitabile al piano terra rialzato di villa Fabbricotti nel parco della Padula che ospita al piano nobile il museo CarMi (inaugurato il 2 giugno scorso e dedicato a Michelangelo e Carrara). La scelta per la mostra è ricaduta quindi su 26 opere (oltre 300, scrivono, quelle invece inventariate al momento); al centro i modelli di quei giovani studenti dell'Accademia della prima parte dell'Ottocento che si recavano a Roma grazie a questi “pensionati”. I modelli della mostra sono accompagnati anche da iscrizioni nel gesso per conoscerne l’autore, la data e il numero del saggio in questione. E allora tra le opere dei giovani dell'Accademia diventati poi famosi scultori ci sono i calchi in gesso di quelle di Pietro Tenerani (“Psiche” del 1818 e “Psiche svenuta” del 1822, per esempio); c'è il modello in gesso “Giovanni Battista” (1820) di Luigi Bienamè e ci sono pure i modelli di Carlo Chelli, Ferdinando Pelliccia, Bernardo e Giovanni Tacca. E ancora: “La fanciulla con ghirlanda” (1852) di Giuseppe Lazzerini (di lui anche “San Sebastiano”, 1855) e Leopoldo Bozzoni con “Marte” (1828). A completare la mostra, infine, i modelli dell'allievo del Pelliccia Ferdinando Andrei, Demetrio Carusi, Stefano Remedi, Franz Woltreck e Benedetto Cacciatori con “L'Architetto Canina”. A villa Fabbricotti protagonista è «la ricchezza della ‘Scuola Carrarese’ di scultura dell’Ottocento», con oltre dieci scultori, all'epoca studenti dell'Accademia, in un soggiorno di studio a Roma, quindi, e i loro modelli in gesso: ecco “Carrara 1800-1850 maestri studenti in viaggio verso Roma. I tesori della gipsoteca dell'Accademia di Belle Arti di Carrara”. (l.ba.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa