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la fedeltà della sinistra

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L’elettore si trasforma, perde compagni di viaggio, cambia sigle ma alla fine rimane lì. Ancorato alla tradizione, speranzoso della rinascita di una tradizione politica che alle urne fa sempre più...

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L’elettore si trasforma, perde compagni di viaggio, cambia sigle ma alla fine rimane lì. Ancorato alla tradizione, speranzoso della rinascita di una tradizione politica che alle urne fa sempre più fatica ma che non ha problemi a riconoscersi. Una dimostrazione? La danno i flussi elettorali. La neonata formazione Potere al Popolo, che nasce pochi mesi prima del voto politico di marzo, conferma in toto il suo pacchetto di voti alla lista, anche questa Potere al Popolo, che sosteneva Nicola Cavazzuti. E un po’ di voti arrivano anche da Liberi e Uguali, che pur si distribuisce nelle liste in appoggio a Volpi. La controprova? I voti del 2013 dell’allora Rifondazione Comunista finiscono perlopiù in Potere al Popolo e in misura meno rilevante in altre formazioni di sinistra più “rosè”. Così come la sinistra più liberal del marzo 2018, la “+ Europa” di Emma Bonino finiscono nel progetto Sinistra Massa Città d’Europa che in parte a quelle idee si ispira.

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