Sicurezza
Due extracomunitari confermano le accuse «Picchiati in caserma»
Ma la difesa riesce a mettere in difficoltà uno dei testi Il giudice aspetta le perizie sulle intercettazioni ambientali
MASSA. Torna in aula l’udienza preliminare dell’indagine sui pestaggi avvenuti nelle caserme dei carabinieri della Lunigiana. Ieri il giudice Fabrizio Garofalo ha sentito altri due extracomunitari che puntano il dito contro il brigadiere dell’Arma Alessandro Fiorentino (difeso dall’avvocato Gianpaolo Carabelli) e altri suoi colleghi. Gli stranieri, con l’ausilio di una traduttrice, hanno risposto alle domande del sostituto procuratore Alessia Iacopini e dei difensori. Soprattutto Carabelli ha voluto chiarire una contestazione che uno dei due magrebini faceva al suo assistito. Ed è riuscito a far cadere in contraddizione il teste. Più spedita invece l’altra deposizione. Entrambi comunque hanno confermato i maltrattamenti che avevano denunciato alla procura dopo che era partita l’indagine. Si tornerà in aula alla fine di luglio per completare gli ultimi incidenti probatori, poi l’udienza dovrebbe proseguire in maniera più spedita, con le richieste delle parti.
Ma prima di arrivare alla decisione del rinvio a giudizio oppure del proscioglimento dei trenta indagati bisognerà attendere almeno fino alla fine dell’autunno. Devono essere sentite altre parti civili prima di chiudere il dibattimento e dare modo al sostituto procuratore e alle difese di trarre le loro conclusioni. Il grosso del lavoro però deve ancora essere fatto e cioè depositare le intercettazioni telefoniche e ambientali che sono state affidate a due periti per la trascrizione. Le consulenti hanno chiesto altro tempo per completare il loro lavoro e prima della fine dell’estate non ci potranno esaminare. Insomma ci vorrà tempo prima di capire se la tesi della procura passerà oppure no.
Già al momento di conferire l’incarico ai periti c’era stata scaramuccia tra accusa e difesa. Con un botta e risposta che era durato più di due ore, compresa una camera di consiglio che era servita a Garofalo per prendere una decisione su un’eccezione mossa da Carabelli alla quale si erano accodati tutti gli altri colleghi. Ma cos’è successo? La difesa Fiorentino, quando il primo perito (Anna Arnaldo) era stata chiamata dal gup a prestare giuramento, aveva notato che la scatola che conteneva i cd con le registrazioni che dovevano essere consegnate alla consulente non era quella depositata in cancelleria del giudice dell’udienza preliminare. Mancavano i sigilli. Nell’udienza successiva la soluzione del caso. E ora si attendono le trascizioni per iniziare la parte dibattimentale.
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