Toscana
La filiera del marmo a portata di cellulare
Arriva il progetto di Apuana Corporate per la tracciabilità e un marchio made in Carrara
CARRARA. Leggere l'intero processo della filiera di un manufatto con il cellulare. Blockchain, tracciabilità e un marchio “made in Carrara” targato da Apuana Corporate: sono stati questi i temi, in estrema sintesi, del seminario tenutosi nella sede dell'ente camerale con al centro la tematica della Blockchain e dunque di Marble Chain, l'ultimo progetto – ancora in working progress – in casa Apuana Corporate – la Fabbrica diffusa (dell'ideatore e coordinatore, il carrarese Claudio Morelli). Quest'ultima ricordiamo, è una rete di imprese nata del territorio nata 2014 di cui avevamo parlato più volte nei mesi scorsi. Dopo l'introduzione di Daniele Mocchi (Isr) e i saluti ai presenti (tra cui l'assessore Alessandro Trivelli) di Enrico Ciabatti, segretario generale della Camera di Commercio di Massa Carrara, il seminario è partito con l'intervento di Albino Caporale (direttore Direzione Attività produttive Regione Toscana) Poi la parola è passata ai protagonisti dell'incontro: Claudio Morelli, appunto, fondatore di Apuana Corporate, e l'ingegnere apuano e coordinatore tecnico di IOT Assodel /TecnoImprese, Fabio Gatti, che si sono concentrati sulla Blockchain, quindi, applicata al settore lapideo. La Blockchain, scrivono quindi gli organizzatori, è «una nuova opportunità tecnologica che può avere usi nel campo dell'industria, dell'agroalimentare, delle banche e assicurazioni, nel commercio, nella sanità, nella pubblica amministrazione, nei pagamenti digitali»; questo perché – proseguono – «permette la creazione e gestione di un grande database distribuito per la gestione di transazioni condivisibili tra più nodi di una rete». «Un database strutturato in blocchi», quindi, «tra loro collegati in rete in modo che ogni transazione avviata sulla rete debba essere validata dalla rete stessa nell'analisi di ciascun singolo blocco». Una «nuova infrastruttura tecnologica» che – si legge – «consente affidabilità, trasparenza, convenienza e irrevocabilità delle transazioni che avvengono all'interno di una rete». «Un database distribuito», hanno spiegato, che si può applicare al mondo del lapideo: ecco il progetto Marble Chain di Apuana Corporate. E allora l'esempio scelto è stato quello di un manufatto realizzato dalle imprese aderenti ad Apuana Corporate: un «sistema trasparente» sia all'interno delle imprese, sia per «garantire il “made in” al cliente»; quest'ultimo infatti «può interrogare l'oggetto subito» con un cellulare. A fare da tramite tra il sistema informatico e il manufatto, un sensore interno. In coda all'evento, poi, ecco il tema, strettamente legato, di un marchio “Made in Carrara” con cui i promotori del progetto hanno rilanciato. (l.ba.)
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