Sicurezza
Oggi il vero favorito è il ballottaggio
Solo due volte la sfida per l’elezione del primo cittadino è stata decisa al secondo turno. Ma lo scenario è cambiato
MASSA. Mai tanta incertezza. Massa va oggi al voto per eleggere il suo nuovo sindaco e il suo nuovo consiglio comunale. E non ci sono candidati nettamente favoriti. L’unica cosa probabile – molto probabile anche se non certa – è che si vada al ballottaggio. È difficile infatti pensare che fra i 10 aspiranti primi cittadini ve ne sia uno in grado di superare al primo turno la soglia del 50% dei consensi. Un quadro a molte incognite che ha pochi precedenti nella storia recente della città, un test – anche – per capire quali sono gli orientamenti dell’elettorato locale dopo la nascita del governo giallo-verde di M5s e Lega.
Fino a ieri, e da decenni, qui a Massa il centrosinistra dormiva sonni più o meno tranquilli. Soltanto nel 1994 (24 anni fa), quando per la prima volta ci fu l’elezione diretta del sindaco, il centrodestra costrinse il centrosinistra al ballottaggio. La sfida era fra Silvio Vita, della allora neonata Forza Italia, che al primo turno – sull’onda del travolgente successo di Silvio Berlusconi a livello nazionale – aveva strappato un 23,8% di consensi; e Roberto Pucci (Pds, Ppi, Psi e vari), che sfiorò la vittoria al primo turno con il 49,10%. Al secondo turno, Pucci stravinse con il 67,37%.
E ballottaggio fu anche nel 2008, fra lo stesso Pucci e il sindaco uscente Fabrizio Neri: una sfida, quella volta tutta a centrosinistra. Al primo turno in vantaggio era Neri con il 38,8%, Pucci era sotto di oltre 10 punti (27,8). Al secondo turno ci fu il ribaltone degli Arancioni e che portò alla terza elezione di Pucci alla guida della città con il 54,26%).
Nelle altre tornate elettorali della storia recente di Massa, invece, non ci fu partita. Nel 1998 Pucci venne confermato sindaco con il 68,7% dei consensi al primo turno. Nel 2003 toccò invece a Fabrizio Neri: eletto alla prima tornata con il 64,18%. Altri tempi, così come lontani (almeno politicamente) appare il 2013, quando Alessandro Volpi venne eletto anch’egli al primo turno, con il 54,18% dei consensi.
Lo scenario di oggi è tutto diverso. A contendere al centrosinistra la conferma di Alessandro Volpi a palazzo civico ci sono un centrodestra unito (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia) guidato da Francesco Persiani che alle Politiche del 4 marzo scorso ha raggiunto il 33,5%; e i 5 Stelle che candidano Luana Mencarelli e che hanno ricevuto il 30% dei consensi. E, forse, anche Sergio Menchini, a capo di una lista civica. Mentre il Pd si è fermato al 20,3% e anche con Leu non supera il 25%. Insomma, sulla carta, i Pentastellati e centrodestra sono favoriti mentre il centrosinistra, che governa da più di 30 anni la città, è solo, stando a questi risultati, il terzo polo. Un quadro impensabile fino a poco tempo fa.
Si sa, però, che le dinamiche elettorali delle amministrative sono diverse da quelle nazionali. Nel voto per il sindaco giocano considerazioni, valutazioni, interessi, sensibilità diversi rispetto a quello per il Parlamento. Il solo fatto che ci siano in giro per la città 709 candidati in cerca di voti dà a queste consultazioni un carattere ben diverso da quello del 4 marzo scorso. E per questo si può prevedere che il centrosinistra sia tutt’altro che battuto in partenza. Una partita tutta da giocare, insomma, in cui fare pronostici – se non quello, si diceva, del ricorso al ballottaggio – è perlomeno azzardato.c.f.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google