Il Tirreno

una foto al giorno alla spazzatura abbandonata 

La sfida tra il cittadino e il “killer” dei rifiuti

di Manuela D'Angelo
La sfida tra il cittadino e il “killer” dei rifiuti

MASSA. Storia di un sacchetto di spazzatura, di un “maniaco” della raccolta differenziata e di un “killer” dei rifiuti. Accade tutto in pieno centro storico, ormai da un anno: il signor Roberto Teani,...

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MASSA. Storia di un sacchetto di spazzatura, di un “maniaco” della raccolta differenziata e di un “killer” dei rifiuti. Accade tutto in pieno centro storico, ormai da un anno: il signor Roberto Teani, residente in piazza Aranci, ogni sera tornado a casa dal suo studio dentistico, passando da via Portafabbrica, vede e fotografa un sacchetto di plastica, pieno di rifiuti di ogni genere, incastrato dentro uno di quei piccoli cestini da strada, che dovrebbe essere utilizzato per piccole cartacce “da passeggio”.

Un sacchetto al giorno, quasi ogni giorno: 365 sacchetti, fotografati e finiti sui social, a testimoniare l’inciviltà di un cittadino massese. Sì, perché Teani è convinto che si tratti sempre della stessa persona, un seriale: “Il sacchetto è sempre dello stesso tipo- racconta- ne avrà comprati una scorta, gialli con i manici rossi. Questa persona scende di casa, quando le luci sono soffuse e passeggiando getta il sacchetto nel cestino dei rifiuti da passeggio. Io esco dallo studio e mi dirigo verso casa, passo e lo trovo sempre lì, incastrato. La mattina Asmiu lo rimuove, ma la sera io lo ritrovo sempre ficcato dove non dovrebbe. Per questo ho iniziato a fotografarlo e per provocazione a pubblicare il famigerato sacchetto sulla mia pagina facebook. Ho anche chiamato Asmiu, più di una volta, ma pare non si possa far niente. In città mi chiamano il “maniaco” della raccolta differenziata e io cerco il “killer” dei rifiuti. L’ho soprannominato così: credo si tratti di qualche masochista, deciso a sabotare la raccolta differenziata in centro storico, che già non funziona troppo bene».

Roberto Teani provoca e litiga spesso via web con chi gli suggerisce di lasciar perdere. Ma lui vorrebbe una città migliore e non demorde: «Vivo nel centro storico di Massa da venti anni- racconta- e l’ho visto trasformarsi, con l’addio alle auto nelle piazze, la Ztl e ora la raccolta differenziata. Elementi di civiltà. Chi non si è trasformato, però, sono i cittadini, non tutti almeno: c’è chi ha deciso di fare il bastian contrario, e allora non solo non differenzia i rifiuti, ma li getta anche sotto il naso del sindaco, a spregio; oppure c’è chi, in barba alla Ztl, parcheggia selvaggiamente in via Carioli, perché tanto sa che non verrà multato. E ci sono i ragazzini che, come dei piccoli barbari, si aggrappano ai rami degli aranci e si lasciano penzolare come scimmie nella giungla, rovinando le piante. E se provi a rimproverarli, gli aranci te li ritrovi spiaccicati sulla porta di casa».

«A proposito degli aranci- continua Teani- non voglio vantarmi, ma le piante le sto innaffiando io quando posso, perché stanno seccando, anche quelle appena piantate. Credo qualcosa non funzioni nel sistema di irrigazione automatico».Venti anni in centro storico, ma Teani non ricorda che la sua città sia stata più sporca di adesso: «Eppure c’erano le auto in centro e non c’era il porta a porta. Però qualcosa non funziona. Il sistema non va. Ho adorato quel riciclatore di Pet sotto l’atrio del comune, finalmente una invenzione utile per tutti, soprattutto per l’ambiente; ci portavo decine e decine di bottiglie di plastica, ma funziona un giorno sì e due settimane no. E quel che vedo con gli occhi di un residente sfiora il ridicolo: chi dà da mangiare ai piccioni sbriciolando pane per tutte le strade del centro storico; chi vomita davanti agli ingressi delle case, o fa pipì nei vasi. C’è anche chi li ruba i vasi davanti ai negozi. E se chiami i vigili ti rispondono spesso che non ci sono pattuglie disponibili».Teani continuerà a denunciare provocatoriamente ciò che accade in centro storico e si appella al prossimo sindaco di Massa: «Aiutatemi a scovare il killer dei rifiuti».

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