Il Tirreno

Intreccio di debiti tra Ds e Annunziata Condannato il partito

di Libero Red Dolce
Intreccio di debiti tra Ds e Annunziata Condannato il partito

Dovrà pagare 4mila euro alla ex consigliera per un Tfr corrisposto solo in parte. Lei non versò i contributi dovuti

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VILLAFRANCA. Compagni che non pagano. O meglio, pagano in parte e poi finiscono in tribunale. Si è chiuso un contenzioso tra la ex consigliera regionale Anna Annunziata e il partito dove militò per anni, i Democratici di Dinistra, dove entrambe le parti avevano un debito verso l’altra. Il partito per un Tfr non pagato alla donna, nonché funzionaria di partito, alla fine del suo rapporto di lavoro. Annunziata, verso il partito, perché non versò parte della sua indennità di fine mandato come consigliera come previsto dalle norme.

Il giudice del lavoro Augusto Lama ha dato ragione ad Annunziata: il partito, sciolto nel 2007 e confluito in gran parte nel Pd, dovrà pagare 4. 681 euro ad Annunziata. E nell’argomentare la sua sentenza parte da due punti fissi.

È vero che Annunziata, in quanto dipendente del partito dal 1994 al 2010, ha maturato il diritto ad un trattamento di fine rapporto (Tfr) per l’ammontare di un importo totale 18.657 euro. E, come riconosciuto anche da Annunziata, una parte di quella cifra è stata liquidata al momento della chiusura del rapporto di lavoro subordinato, cioè 4.209 euro.

Questo per quanto riguarda il rapporto intercorso tra Ds e Annunziata come datore di lavoro e lavoratrice subordinata. Ma le relazioni tra le due parti sono ben più intrecciate di così.

Annunziata infatti, dal 2000 al 2010, ricopre anche un ruolo politico all’interno delle istituzioni come membro dei Ds. Viene eletta, in due tornate elettorali, consigliera regionale. Scrive il giudice «ricevendo dai competenti uffici della regione Toscana la relativa indennità di consigliere nell’ammontare normativamente previsto, ma senza onorare i corrispondenti oneri di finanziamento al partito, in particolare quello di contribuzione sull’indennità netta percepita di fine mandato nella misura del 25%, come previsto dalle norme statutarie del partito dei Democratici di Sinistra».

Insomma Annunziata riceve l’indennità d fine mandato ma non la corrisponde al partito, come previsto dal regolamento del partito. Si tratta di poco più di 17mila euro totali. Insomma, un intreccio di debiti.

A complicare ulteriormente la vicenda entra la questione dello scioglimento dei Ds e del loro confluire all’interno del Pd. Succede nel 2007, a cavallo degli anni di mandato di Annunziata. Il giudice riconosce infatti che il Pd è «una realtà giuridica ed organizzativa del tutto diversa dall’ex». Per ideologia, formazione e statuto.

Ciò che era dovuto ai post comunisti dei Ds non è trasportabile, non allo stesso modo almeno, in un debito verso i post democristiani che li hanno raggiunti nel Pd. Con buona pace di chi sostiene la fine delle ideologie.E il diritto dei Ds di compensare i crediti non ricevuti dlla consigliera Annuzniata tramite il Tfr non versato si ferma sulla soglia del 2007.

Dunque il calcolo del perito, che ha tenuto conto di queste trasformazioni politiche intercorse del tempo, ha ritenuto che i Ds devono ancora, compensazione compresa, 4.681euro alla consigliera. Cifra che il giudice condanna a pagare.



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