Il Tirreno

Il dono e l’amore ecco i tre vincitori della “Marida Dazzi”

di Camilla Palagi
Il dono e l’amore ecco i tre vincitori della “Marida Dazzi”

Consegnate le borse di studio ad allievi del Palma e del Tacca E ora l’Ail farà un’asta di beneficenza con le opere realizzate

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MASSA. Hanno immaginato un atto d’amore anonimo, gratuito e volontario, poi gli hanno dato forma. Il risultato sono state delle opere d’arte realizzate con cerniere di marmo, pezzi di legno, tempere, fili di ferro e fiori di gesso. E per la giuria incaricata di sceglierne tre da premiare per la borsa di studio Marida Dazzi, la scelta è stata veramente ardua.

A partecipare alla mostra allestita a palazzo Ducale dal 4 fino a ieri, otto giugno, promossa dall’Associazione italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma Onlus di Massa-Carrara, c’erano i ragazzi e le ragazze che frequentano l’istituto d’arte Felice Palma di Massa e l’istituto professionale per l’industria e l’artigianato del marmo, Pietro Tacca di Carrara. Come ogni anno da quasi un decennio, l’Ail mette a disposizione degli studenti due borse di studio per premiare un’idea di cooperazione, solidarietà e volontariato, e l’originalità messa in campo nel darle una forma.

Quest’anno le borse sono diventate tre proprio a causa della quantità di sculture che hanno colpito la giuria, presieduta dagli scultori Mirko Felici e Michele Monfroni e dal presidente della sezione Ail, il dottor Ezio Szorenyi. Premiate anche le parole che gli artisti hanno scelto per accompagnare l’opera, considerate parte integrante della stessa. Queste quelle scritte da Giulia Bernardini per raccontare “Sconosciuti per la vita”, l’elaborato che si è aggiudicato, pari merito insieme alla scultura di Gabriella Andriani, la borsa di studio Marida Dazzi: «Sono due persone di spalle – si legge nella descrizione dell’opera – a simboleggiare l’atto anonimo ma indispensabile della donazione».

Donare senza sapere a chi, né il perché sia necessario, ma farlo in nome di un valore più importante: la solidarietà. Quella promossa da Ail si dirama capillarmente in tutta Italia attraverso le sezioni provinciali; quelle arterie, oltre a collegare pazienti, dottori e volontari, alimentano il cuore pulsante di Ail, Ginema, la fondazione per la promozione e lo sviluppo per la ricerca scientifica sulle malattie ematologiche che ha sede a Roma. Ce lo racconta il dottor Szoreny durante la premiazione delle borse di studio, dedicate a Marida Dazzi, volontaria Ail venuta a mancare 9 anni fa. Fra le opere spunta una cerniera che “ripara” il cuore di marmo rosso scolpito da Gabriella Andriani, che ha aggiunto radici di legno e un fiore di marmo bianco. «Un cuore malato e ferito che è stato curato con un’operazione» – spiega Gabriella. Poi c’è l’opera di Nicolò Tardelli: decorazioni in oro e una mano che riesce a strappare il nero della malattia. Presenti durante la premiazione anche la professoressa Lucia Podestà, il dottor Gabriele Mascardi della Confartigianato, la dottoressa Giuliana Opromolla in rappresentantza dell’ufficio scolastico territoriale e i professori Paolo Della Pina e Fabrizio Lorenzani. A loro e a Federico Innocenti, grafico e fotografo e ad Amalia Biselli e Lucia Gargioli della Provincia, sono andati i ringraziamenti della sezione provinciale dell’Ail. Per i prossimi mesi, aggiunge il dottor Szoreny, si terrà un’asta di beneficenza per permettere a chi è interessato di aggiudicarsi una delle opere realizzate dai giovani e brillanti studenti del territorio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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