Sicurezza
Tariffe del marmo, in commissione di nuovo scontro
L’assessore Trivelli replica alle accuse di Brizzi del Pd: «Darci dei collusi con gli industriali è un’accusa gravissima»
CARRARA. È di nuovo scontro tra maggioranza e opposizione sulle tariffe, stavolta in commissione marmo. Dopo la delibera del 23 marzo che avrebbe lasciato la tassazione del marmo inalterata per il prossimo biennio, poi annullata in autotutela, l'amministrazione ha decretato un aumento del 5% del valore medio di mercato con nuova delibera del 28 aprile. La prima delibera è stata duramente contestata in particolare dal Partito Democratico che aveva parlato di "sconto" agli industriali: il regolamento degli agri prevede una rideterminazione biennale dei canoni a seguito di procedimento istruttorio, e il valore medio avrebbe nel frattempo potuto essere aumentato (o diminuito).
L’assessore Trivelli ha ripercorso l’iter della doppia delibera: «Siamo al lavoro su tracciabilità e osservatorio dei prezzi per una nuova definizione del valore medio di mercato. L’ipotesi di conferma di questo valore medio era stata fatta in vista delle future modifiche». Una conferma ratificata dalla prima delibera. «È stata poi avviata l’attività istruttoria per rinvenire eventuali dati che facessero pensare a una determinazione dei prezzi». Così si è arrivati alla seconda delibera. Il dirigente del settore marmo Franco Fini ha letto la relazione frutto dal procedimento istruttorio. Il consigliere dem Cristiano Bottici ha chiesto se la proroga della merceologica, stante l'aumento del valore medio fosse in linea col regolamento: «Un procedimento debole esporrebbe il Comune in caso di ricorsi». Tutte le cave hanno avuto la proroga con una condizione, ha spiegato Giuseppe Bruschi dell’ufficio marmo: «Qualora una cava faccia una variante la proroga decadrà e torneremo in cava per rivalutare». Precisando: «L’articolo 10 bis prescrive i sopralluoghi in cava solo se ritenuto opportuno». Le rideterminazioni delle tariffe sono atti ad elevata conflittualità secondo il vicesindaco Matteo Martinelli: «È compito del consiglio preoccuparsi che il procedimento venga tenuto in modo da scongiurare un contenzioso amministrativo. I contenziosi vertono soprattutto sulla legittimità del contributo regionale: se il castello costruito dalla legge regionale n. 35 del 2015 crollasse, emergerebbero criticità». Insomma i dubbi del vicesindaco vertono sulla forma stessa del procedimento, che richiederebbe agli uffici capacità predittive sul biennio a venire. La necessità di trovare una formula solida è condivisa da Bottici, che però contesta il nuovo sistema di tracciabilità: «Se coi controlli blocco per blocco l’autocertificazione passerà in mano agli industriali, come si faranno i controlli?». Trivelli si è espresso duramente sull'idea che la nuova tassazione fosse frutto di un accordo, espressa dal segretario del Pd Carrara Gianluca Brizzi: «Darci dei collusi con gli industriali menzionando la carta di Pisa è un'accusa grave». Con gli industriali ci sono stati solo naturali colloqui, assicura l'assessore. Che aggiunge: «La Corte dei conti dovrebbe avere uno strumento per determinare il valore medio di mercato per certificare un eventuale danno erariale». La proposta del consigliere Massimiliano Bernardi è stata quella di istituire un tavolo permanente. La prima delibera era un atto politico, ha ribattuto Bottici: «Nel testo della delibera, il regolamento veniva subordinato a istituzione dell'osservatorio e del sistema di tracciabilità. Non si trattava nemmeno di una proroga: in attesa che le tariffe fossero riviste, sono state confermate. Quando abbiamo sollevato il principio di legittimità, è stata pubblicata la seconda delibera in cui si teneva conto dell’istruttoria. È stata la maggioranza a scaricare la responsabilità sugli uffici. Che ci sarebbe stato un danno erariale lo avete ammesso voi, certificando l'aumento del 5% del valore medio».
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