Il Tirreno

Rubavano nei negozi: due arrestate

Rubavano nei negozi: due arrestate

Le due donne hanno commesso tre furti nel periodo di Natale insieme a un complice. Ma un gioielliere le ha smascherate

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VILLAFRANCA . I colpi erano studiati a tavolino. Perfetti. Una complice distraeva il titolare del negozio preso di mira fingendosi un cliente interessato all’acquisto della merce in vetrina, mentre gli altri frugavano nel banco vendite o nel magazzino appropriandosi del denaro contante trovato. Un piano efficace e redditizio, che ha fruttato 5000 euro in poco meno di un mese; a realizzare i colpi due donne italiane di 43 e 27 anni, di origine sinti e residenti a Viareggio che, ieri mattina all’alba, sono state raggiunte da un’ordinanza di misura cautelare personale emessa dal tribunale di Massa ed eseguita dai carabinieri della stazione e del nucleo operativo di Pontremoli; la quarantenne è stata portata in carcere mentre l’altra è stata sottoposta all’obbligo di dimora nel Comune di Viareggio. Dovrà presentarsi tutti i giorni alla polizia. Sono indagate per il reato di furto in abitazione (gli esercizi commerciali dove hanno effettuato i colpi sono stati considerati luoghi di privata dimora), in concorso con un uomo ancora da identificare.

Il primo colpo. I fatti contestati sono relativi a diversi furti realizzati tra il dicembre 2017 e il gennaio 2018 in alcuni esercizi commerciali di Villafranca in Lunigiana e Pontremoli. Le indagate preferivano colpire al di fuori del proprio territorio di residenza dove ritenevano di essere meno riconoscibili. Così in ben tre occasioni il loro bersaglio è diventata la Lunigiana, dove le donne, dopo aver pianificato con cura i colpi, si sono recate a bordo di un’autovettura intestata a un prestanome. Nonostante lo stratagemma i carabinieri della stazione di Pontremoli hanno trovato il filo conduttore che legava i diversi furti. Il primo furto risale al 19 dicembre dello scorso, in pieno periodo prenatalizio. È un negozio di giocattoli a essere preso di mira dalla banda; i tre, a bordo di una Toyota Yaris giungono a Pontremoli: una delle donne entra nel negozio di giocattoli dove trova solo la titolare a cui inizia a chiedere svariate informazioni sui giocattoli in vendita; in particolare la donna mostra particolare interesse verso la merce esposta nella parte inferiore degli scaffali e costringe l’esercente ad uscire dal bancone per mostrare meglio i giocattoli. A quel punto fanno ingresso gli altri due complici che, fingendosi normali clienti ed approfittando della distrazione della titolare, si avvicinano al bancone dal quale asportano, con rapidità e destrezza, una consistente somma di denaro; quindi escono dal locale senza parlare con la titolare mentre la complice continua ad intrattenerla chiedendole di incartare un peluche che sarebbe passata a ritirare nel pomeriggio. Ma ovviamente non si presenta.

Il secondo colpo. La banda torna a colpire il 22 di dicembre. Questa volta ad essere presa di mira è una ricevitoria tabacchi; la sede scelta per il colpo è, invece, Villafranca in Lunigiana. Anche in questa occasione è stato individuato un locale dove il titolare è da solo; come nel negozio di giocattoli anche qui la tecnica utilizzata è la stessa: una delle donne chiede all’esercente di mostrarle della merce esposta mentre i due complici si avvicinano silenziosamente alla cassa dalla quale prelevano l’incasso.

Il colpo fatale. L’ultimo episodio è quello che si rivela decisivo per gli sviluppi dell’attività investigativa. Gennaio 2018: il terzetto torna a colpire a Pontremoli. Obiettivo una gioielleria. Qualcosa però a storto e, non appena i tre fanno ingresso nel negozio, il titolare, intuendo che ci sia qualcosa di sospetto, li fa immediatamente allontanare. Così si passa al piano b e viene presa di mira la farmacia vicina; l’uomo resta fuori mentre le due donne entrano insieme nell’esercizio; una si mostra interessata a dei cosmetici mentre l’altra preleva dallo scaffale una panciera post parto e chiede alla farmacista di poterla provare; la panciera sembra troppo piccola per la taglia della donna ma la titolare, convinta dai modi gentili della stessa, decide comunque di fargliela provare; nel frattempo arrivano altri clienti e la finta “mamma” rassicura la farmacista di poter fare in autonomia, rimanendo così da sola sul retro dell’esercizio. Poco dopo esce dallo sgabuzzino e dichiara di voler comprare l’articolo; quindi si reca a pagare in compagnia dell’altra donna mentre l’uomo da fuori inizia a farle fretta; i tre se ne vanno così indisturbati prima che il gioielliere riesca ad avvisare i negozianti vicini della presenza sospetta dei 3. Intervengono anche qui i carabinieri della stazione di Pontremoli a cui viene riferito il parziale di una targa che potrebbe essere coinvolta nell’episodio. Da lì prendono nuova linfa le indagini che proseguono ininterrotte per diverse settimane; i militari analizzano ore e ore di filmati degli impianti di videosorveglianza vicini, svolgono diversi accertamenti incrociati in banca dati, studiano le macchine in ingresso e in uscita sulle principali arterie stradali ed autostradali, sentono decine di persone; l’articolata attività investigativa permette agli investigatori di identificare l’autovettura utilizzata per il furto e di ricondurla alle due donne. Si tratta di una macchina già segnalata per il suo coinvolgimento in diversi furti mentre le due donne hanno già dei precedenti specifici. La pista si rivela quella giusta.

«Sono criminali». La procura visti gli atti riconosce una «spiccata propensione criminale» delle due indagate, chiedendo al gip muna misura cautelare che è stata concessa dopo qualche mese. La quarantenne è stata portata in carcere a Pisa mentre la più giovane non potrà più uscire dal Comune di Viareggio e dovrà presentarsi ogni giorno alla caserma dei carabinieri. Entrambe sono sospettate di aver realizzato altri colpi in diverse zone del centro Italia. L’uomo non è ancora stato identificato e sono in corso ulteriori indagini dei carabinieri.

Aiuto dei cittadini. Anche in questa vicenda è risultato decisivo il contributo dei cittadini della Lunigiana, che hanno offerto agli inquirenti la massima collaborazione, permettendo così di identificare ed assicurare le due malviventi. I carabinieri invitano altri che eventualmente fossero stati vittime di simili episodi a recarsi in caserma e a denunciare i fatti. Con questa operazione diventano a 164 i delitti scoperti dai militari della compagnia di Pontremoli mentre sono 418 i reati complessivamente denunciati in Lunigiana; i Carabinieri, quindi, sono riusciti a dare un nome e un volto ai responsabili dei reati più di una volta su tre.



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