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Il documentario della Filanda fa commuovere i protagonisti

Il documentario della Filanda fa commuovere i protagonisti

AULLA. Non è mancata la commozione sui volti dei presenti e sui volti sullo schermo l'altra mattina nella sala multimediale Walter Tobagi ad Aulla, dove è stato presentato alla cittadinanza il...

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AULLA. Non è mancata la commozione sui volti dei presenti e sui volti sullo schermo l'altra mattina nella sala multimediale Walter Tobagi ad Aulla, dove è stato presentato alla cittadinanza il documentario di videointerviste “La Filanda: una fabbrica, un quartiere, un mondo”.

Infatti, la classe I B del liceo classico Giacomo Leopardi ha portato avanti, nel corso dell’anno scolastico 2017/2018, una ricerca incentrata attorno allo stabilimento Montecatini, a tutti noto come la Filanda di Aulla, e il risultato è stato il documentario proiettato, che ha visto insieme giovani e anziani, tutti incuriositi, con la trepidazione e l’attesa negli occhi. Perchè di epopea industriale si tratta, un’epopea che ha ripercorso la storia del vecchio stabilimento Montecatini di Aulla, un’epopea tutta umana di ex lavoratori, persone che nel lavoro hanno trovato dignità, passione e il riscatto economico. A condurre la mattinata di presentazione del documentario è stata la professoressa Claudia Bacci. Prima è stata data parola per i saluti alla preside Sonia Casaburo, al sindaco di Aulla, Roberto Valettini, e a Mirella Cocchi per la Commissione Regionale Pari Opportunità.

Poi, nel rispettoso silenzio della sala gremita, le alunne Sara De Vali e Irene Ringozzi hanno raccontato, tra immagini, canzoni e materiali esposti, la storia dello stabilimento, scandendo le date significative su una linea del tempo che rimanda agli eventi nazionali. A seguire il docufilm e per chiudere un piccolo assaggio del dietro le quinte del progetto, spiegato dalla coordinatrice del percorso didattico Melania Sebastiani.

A realizzare il documentario gli studenti della classe I B: Gilda Bertazzolo, Francesca Bruscaglia, Elisa Capineri Tosetti, Sara Cresci, Carolina De Vivo, Sara Devali, Eleonora Dezani, Maria Gianni, Aya Jouat, Francesco Lazzarini, Maria Caterina Quartieri, Lucrezia Rapalli e Irene Ringozzi. Tra l’altro, è prevista in autunno la pubblicazione del dvd e degli atti. «Sono rimaste fuori dal documentario molte persone, molti documenti, molti oggetti – chiosa Melania Sebastiani - ed è stata creata l’associazione Fili di Juta proprio per dare continuità al percorso e raccogliere altre voci. Le sorprese non finiscono con i titoli di coda».

Gianluca Uberti

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