Sicurezza
«Un nuovo Lungomare e porta a porta per tutti»
Il sindaco uscente, candidato del centrosinistra: “Noi abbiamo le carte in regola” E promette la riapertura del Guglielmi e una terrazza panoramica a Palazzo Bourdillon
MASSA. Dieci domande agli aspiranti sindaco sui temi del governo della città: si conclude con Alessandro Volpi, candidato del centrosinistra e sindaco uscente l’iniziativa del Tirreno in vista del voto.
1) Parliamo di sanità. Il distretto di via Bassa Tambura che ospita anche la casa della Salute ha spazi ridotti. L’amministrazione uscente ha proposto la collocazione del distretto all’ex ospedale S. Giacomo. Quale la sua proposta ?
«Il distretto di Via Bassa Tambura oggi è aperto 24 ore al giorno, cosa che non avviene nelle città vicine a noi, e abbiamo mantenuto l’unità di radiologia. Basta? No. L'approdo finale sarà il nuovo distretto e la Casa della Salute nella parte monumentale dell’ex Ospedale SS. Giacomo e Cristoforo. Regione e Asla hanno già fatto il piano di distribuzione dei servizi interni. Avremo così una sede di sanità territoriale di qualche migliaio di metri quadrati disponibili e, al contempo, riqualificheremo l'area dello Stradone e Turano».
2)Raccolta differenziata e porta a porta. Pensa di estendere, ridisegnarla, superarla? Illustri comunque la sua proposta in materia di rifiuti
«Nel 2013 di fatto la raccolta differenziata in questo territorio non esisteva: era limitata solo a Romagnano. Oggi riguarda 7mila utenze che significano circa 12-13mila persone e comprende il centro storico, Via Croce, Viale Stazione, Via Carducci e Via Tinelli. Questo sforzo ha consentito di recuperare 10 punti nella percentuale di copertura della raccolta differenziata nella nostra città. La tappa successiva sarà quella, già programmata entro fine 2018, di estendere l’area da Romagnano a Mirteto, Zecca, Turano, Cervara, fino al confine con Montignoso; in tal modo saranno raggiunte altre 8 mila utenze pari ad altre 17 mila persone. Si tratterà poi, nel corso del 2019, di completare la copertura fino alle zone della costa. Poi vogliamo valorizzazione il Cermec investendo per ridurre disfunzioni e disagi come i cattivi odori. E lavoreremo per far partire Reteambiente come gestore unico interamente pubblico a garanzia della qualità del servizio e dell’impegno di progressiva riduzione delle tariffe».
3)Cave: manca il regolamento agri marmiferi. E’ tra le priorità?
«Sì, infatti abbiamo avviato una collaborazione con l’Università di Siena per la realizzazione del quadro conoscitivo necessario. Il marmo è una risorsa, ma non è una risorsa infinita. Per cui l'elemento cardine del nuovo regolamento sarà la valorizzazione della filiera corta, quindi il rilascio della concessione/autorizzazione sarà legato alle ricadute economiche e occupazionali nella nostra comunità, e la tariffa verrà legata alla qualità dei materiali estratti, dunque al loro valore commerciale. Questo avrà come condizione indispensabile le misure di sicurezza per i lavoratori, la tutela paesaggistica delle Apuane e la corretta gestione dei residui».
4)Il teatro Guglielmi è sotto sequestro e l’autorità giudiziaria ha chiesto un nuovo certificato di prevenzione incendi. Quali saranno i primi passi della sua amministrazione per la riapertura e per l’organizzazione della stagione teatrale?
«Il Guglielmi sarà riaperto per la prossima stagione teatrale: abbiamo già preso contatto con la Fondazione Toscana spettacolo per programmare il cartellone. Il Guglielmi è uno dei nostri tesori su cui abbiamo investito e sui cui continueremo a investire: negli ultimi 5 anni abbiamo avuto un pubblico record: nel 2017 oltre 22mila spettatori solo per la stagione di prosa».
5) Decoro, arredo urbano e verde. I cittadini chiedono manutenzione e valorizzazione degli spazi verdi. Quali sono le sue proposte?
«Noi siamo quelli che hanno recuperato Palazzo Nizza, che era fatiscente e pericolante; rifatto l’ex mercato coperto (qualcuno rammenta che degrado c'era proprio nel cuore della città?) con una nuova piazza e il parcheggio sotterraneo e impegnato risorse importanti a Marina, Ronchi e Partaccia. Quindi abbiamo le carte in regola per garantire che recupereremo Palazzo Bourdillon in Piazza Mercurio dove si realizzerà l’ampliamento della biblioteca civica, con ampi spazi di studio, con un auditorium e con una straordinaria terrazza panoramica cosicché la piazza sarà un vero polo culturale. Sistemeremo il lungomare dal Cinquale al Brugiano con nuove alberature e nuovi arredi; recupereremo il Pomario Ducale che diventerà uno straordinario parco e rifaremo il mercatino della Partaccia. In più ogni anno nel bilancio avremo 500mila euro da spendere per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria».
6)Tutti dicono che bisogna fare crescere il turismo e “allungare” la stagione. Come pensa concretamente di riuscirci?
«Nel 2017 abbiamo avuto quasi 900 mila presenze turistiche. Siamo quindi in crescita ma la svolta, anche per allungare la stagione, è nel Regolamento Urbanistico che finalmente, dopo decenni di attesa, consentirà la riqualificazione delle colonie, lo sviluppo degli alberghi, l’efficentamento dei campeggi e la valorizzazione degli stabilimenti balneari. Grazie ad esso e agli interventi di messa in sicurezza del territorio ci sarà anche lo sviluppo del turismo montano e delle colline del Candia a cui dedicheremo iniziative specifiche in modo da combinare il turismo balneare con i tanti “turismi” praticabili nelle nostre zone».
7)Ha un piano per fare sì che Massa contribuisca nel suo piccolo a ridurre le emissioni di Co2? Ce lo può sintetizzare? E, in proposito, ha un’idea di come incentivare il trasporto pubblico e ridurre il traffico su gomma?
«Massa fa parte del “Patto dei Sindaci” che a livello di Ue si pone l'obiettivo di ridurre le emissioni inquinanti al 20%. Il nostro c piano d’azione prevede il ricorso alle energie rinnovabili e interventi per consumare meno energia. Così abbiamo messo in piedi progetti di efficientamento energetico per 38 edifici pubblici soprattutto scuole: abbiamo già ottenuto 850mila euro per la Alfieri-Bertagnini. Quanto alla lotta allo smog il centro storico è stato diviso in Aree pedonali urbane in cui è vietato l’accesso a qualsiasi tipo di veicolo e in zone a traffico limitato dove possono entrare solo veicoli autorizzati. E con Enel c'è l'intesa per realizzare una rete di colonnine di ricarica per veicoli elettrici. Siamo nel progetto "Itinerari Turistici Sostenibili” della Regione che sta realizzando una rete regionale di mobilità ciclabile e siamo nel progetto del Credito Sportivo, Anci e Federciclismo con cui avremo finanziamenti a tasso zero per sviluppare la rete delle piste ciclabili».
8)Il Castello Malaspina: quali progetti per valorizzarlo e sfruttarne le potenzialità tutto l’anno?
«Oggi il Castello Malaspina è luogo di attrazione turistica grazie a varie forme di promozione (eventi, mostre, laboratori didattici con le scuole) e all’apertura di un punto ristoro. E infatti i visitatori sono aumentati. Ora per il definitivo salto di qualità serve migliorarne l’accessibilità e quindi la fruibilità per tutti».
9) Il nodo erosione è un problema chiave, come pensa di farsi valere in Regione?
«Ci siamo fatti valere e continueremo a farlo. Abbiamo già ottenuto 2, 2 milioni per il ripascimento di Ronchi-Poveromo e altri 22 milioni per ridisegnare e sistemare le scogliere dal Frigido fino al Lavello in modo tale da avere una soluzione strutturale che dia garanzie agli imprenditori turistici e ai loro investimenti. La lotta all’erosione si accompagnerà all’adozione, dopo tanti anni, di un nuovo piano dell’arenile. E continueremo a investire nel miglioramento della qualità delle acque di balneazione come già abbiamo fatto intervenendo sugli impianti depurazione e sul completamento della rete fognaria, come è già fatto ad esempio a Ronchi-Poveromo».
10) Le bonifiche procedono a rilento, come pensa di riuscire a dare un’accelerata?
«Veramente le bonifiche sono partite con noi, prima erano oggetto di discussioni e convegni, ora di finanziamenti e progetti. A partire dai 3 milioni per l’avvio della bonifica di Tinelli e Alteta, e davanti alla Turimar; e i 21 milioni di euro per la falda in zona industriale. Grazie a questi due mega finanziamenti, e ai lavori che sono già stati avviati, è stato possibile intraprendere il difficile percorso di restituzione agli usi legittimi di aree martoriate da decenni di inquinamento».
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