Il Tirreno

Marchio del marmo, si fa sul serio

Francesca Vatteroni
Marchio del marmo, si fa sul serio

Comune, Camera di Commercio, Imm e Confindustria compatti: «Dobbiamo proteggerci dai prodotti artificiali»

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CARRARA. Si annuncia una svolta per Il marmo di Carrara: dopo averne molto parlato anche in passato, tant’è che ne venne realizzato anni fa un primo progetto mai reso operativo però, il distretto del lapideo Apuo-Versiliese si prepara finalmente ad avere un suo marchio. Sotto i buoni auspici di White Carrara Downtown che sta mietendo in questi giorni un grande successo di pubblico, i protagonisti del progetto legato a quello che dovrebbe diventare il marchio sia delle lavorazioni lapidee, sia dell’estratto, hanno comunicato la partenza di una serie di incontri “serrati”. Vale a dire una serie di tavoli tecnici a cui siederanno oltre all’Amministrazione, anche Confindustria, Camera di Commercio e Imm. L’Amministrazione, per voce dell’assessore Alessandro Trivelli e del sindaco Francesco De Pasquale, il Presidente di Confindustria Erich Lucchetti, il Presidente della Camera di Commercio Dino Sodini e il Presidente di Imm-Carrarafiere Fabio Felici, si sono dunque impegnati a cercare di definire il progetto almeno nelle sue linee portanti, per settembre o comunque entro l’autunno. Tutti concordi sul fatto che sarà un’operazione laboriosa e delicata, dovendo scegliere strategie di marketing e studiare i passaggi legali, ne hanno comunque sottolineato l’importanza. Nel darne l’annuncio durante la conferenza, ha preso per primo la parola l’assessore Trivelli: «Abbiamo deciso di partire con una serie di tavoli tecnici finalizzati a realizzare un marchio che certifichi il marmo di Carrara. Considerato che questo obiettivo rientrava nelle linee programmatiche dell’Amministrazione, visto anche i lavori e gli interventi già fatti in passato legati al marchio e gli interessi provenienti da più parti come industriali, Camera di Commercio, Cna e Confartigianato, abbiamo deciso di incontrarci con scadenze serrate, per arrivare alla definizione del marchio in autunno con delineato una buona parte del lavoro: io mi ritengo contento delle risposte da parte dei soggetti coinvolti: ciascuno farà la sua parte». Convinto della necessità del progetto si è detto anche Erich Lucchetti: «Il marchio per poter funzionare non deve essere soltanto un bollino da attaccare ma sono indispensabili: promozione, informazione e caratterizzazione della produzione. E l’Imm ha un ufficio che si occupa proprio di questo tipo di operazioni. Abbiamo bisogno-ha poi proseguito il numero uno di Confindustria- di proteggere i nostri prodotti da assalti sul mercato provenienti dai prodotti artificiali: in altre parole noi non vogliamo dare solo un’etichetta ma vogliamo dare una visione reale e importante del nostro prodotto come avviene per il Parmigiano reggiano».

Pronta a fare la propria parte anche la Camera di Commercio che attraverso le parole del suo Presidente, ha espresso tutto il suo entusiasmo, sottolineando, fra i molteplici aspetti positivi, come l’utilizzo di un marchio tendenzialmente porterebbe a un innalzamento del valore del marmo con importanti benefici anche per i marmi meno pregiati: «C’è stato un ottimo clima-ha confermato Sodini infatti- e noi siamo partiti con un tavolo tecnico che in tempi rapidi porterà al nostro marchio: noi siamo pronti a fare la nostra parte anche per quanto riguarda i costi che comporterà l’operazione». Un ruolo chiave nell’ambito del progetto verrà ricoperto dall’Imm: «Il lavoro che saremo chiamati a fare-ha spiegato Fabio Felici-sarà un lavoro di difesa del prodotto, un lavoro di comunicazione del valore aggiunto che deve essere legato al nostro prodotto, al materiale e al lavorato di Carrara e del distretto».

Al tavolo sarà affrontato anche il tema della certificazione ha poi aggiunto Felici ricordando: «L’Imm è dotata di un polo tecnologico in grado di certificare già adesso tutti i tipi di materiali: ma ciò che è importante rimarcare oggi è che si sia presentata questa sinergia tra Comune di Carrara, Camera di Commercio, Confindustria e Imm per poter dare vita a questo strumento che credo sarà sempre più importante per le aziende del nostro territorio: nei prossimi mesi saranno esaminati più analiticamente gli aspetti operativi». Un’operazione quindi destinata, secondo tutte le forze sedute al tavolo, a valorizzare non solo il prodotto ma attraverso questo l’intero territorio.


 

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