Il Tirreno

La truffa dei cataloghi: «Non firmare mai»

La truffa dei cataloghi: «Non firmare mai»

L'allarme dell'Adoc: «Diversi casi segnalati già a Massa e Carrara». Riescono a farsi dare 3mila euro 

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CARRARA. I tempi cambiano e anche truffe, raggiri e contratti capestro si affinano. Una doppia azione, via telefono e a contatto diretto, che con fare amichevole e cortese assesta una botta al portafoglio da quasi 3mila euro. E difendersi diventa difficile.

A segnalarlo è l'Adoc Alta Toscana, del presidente Mauro Bartolini, a cui si sono rivolti diversi cittadini incastrati in un tranello studiato ad arte. A dare i dettagli è la referente Valentina Sparavelli: «Si parte con gli 'imbonitori' telefonici che agiscono tramite i call center. Chiamano a casa spacciandosi per un'agenzia chiamata a effettuare una rilevazione statistica, un sondaggio, negando sin dal primo approccio che si tratta di una vendita vera e propria. I modi sono gentili e garbati e chiedono solo di poter fare alcune domande».

A denunciare la storia per prima è la signora Annamaria di Massa, che si è trovata di fronte una truffa vera e propria a nome di una ditta, tale Madreperla, di Milano.

Effettivamente si muovono in tal senso ma è solo una scusa: «Le domande riguardano volantini e cataloghi delle promozioni, anche dei supermercati – prosegue Sparavelli -, chiedono alle persone se li leggono e li consultano prima di fare un acquisto, se li tengono in casa. Le persone rispondono, convinti per davvero che si tratti di un sondaggio».

Alla fine scatta l'esca: «Facendo leva sulla disponibilità delle persone, le blandiscono ulteriormente per il tempo dato a disposizione della rilevazione statistica e propongono un catalogo, a loro volta, con uno sconto del 50% per acquisti fino a un massimo di 2.950 euro, come 'ringraziamento' per aver risposto al sondaggio. Il catalogo arriva però a casa e non via posta ma con un incaricato che sarà inviato il giorno dopo dagli uffici. E così avviene».

Ed ecco la seconda fase, quella della fregatura a domicilio a cui è lo stesso utente ad aprire le porte rispondendo al sondaggio: «Il giorno dopo arriva subito l'incaricato con un catalogo e un foglio – sottolinea Sparavelli -. A quel punto chiede al malcapitato di firmare il foglio per la consegna del catalogo che sarà però spedito via posta nei giorni successivi, come prova per aver diritto allo sconto del 50%. In realtà si sta firmando un vero e proprio contratto di acquisto, vincolante, per un acquisto di 2.900 euro e di solito si tratta di mobili per la casa. A quel punto il gioco è quasi fatto. Qualche giorno dopo il call center richiama le persone fissando un secondo appuntamento, a distanza di un mese, quando cioè il tempo per il diritto di recesso è ormai scaduto e a quel punto si presenteranno per recuperare il credito di quasi 3mila euro».

I modi per difendersi, però, ci sono: «Mai firmare nulla, neppure per la consegna di un catalogo. Dopo la firma, se si hanno dei dubbi, rivolgersi subito entro 14 giorni agli sportelli delle associazioni per i consumatori in modo da applicare il diritto di recesso dall'acquisto».

Gli uffici di Adoc sono a disposizione per ulteriori informazioni: a Massa, tutte le mattine da lunedì a venerdì e anche martedì e venerdì pomeriggio dalle 15 alle 18, telefono 0585 41781, a Carrara tutte le mattine da lunedì a venerdì, telefono 0585 71871.

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