Il Tirreno

Voti in cambio di lavoro? «Mencarelli faccia i nomi»

Voti in cambio di lavoro? «Mencarelli faccia i nomi»

Nicola Cavazzuti chiede chiarezza sulle accuse mosse dalla candidata 5 Stelle E sull’acqua pubblica Potere al popolo attacca: i pentastellati sono camaleonti

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MASSA. Nicola Cavazzuti, candidato sindaco di Potere al Popolo, interviene sulle dichiarazioni di Luana Mencarelli. La pentastellata, in lizza per palazzo civico, in un post su Facebook, ha parlato di «promesse assunzioni in cambio di pacchetti di voti.

«Su una vicenda come quella denunciata Mencarelli, voti in cambio di assunzioni, viene da commentare - scrive Nicola Cavazzuti - che un amministratore serio non fa denunce pubbliche senza sapere, per sua stessa ammissione , i nomi dei personaggi coinvolti, sia per il ruolo che ambisce andare a ricoprire dopo le elezioni, sia per il fatto che così viene il dubbio che si tratti di meri annunci per raccattare qualche voto in più. O si fanno i nomi o si sta zitti, esiste infatti qualche valore in più oltre alla campagna elettorale». Poi Cavazzuti sposta l’attenzione sui temi della campagna elettorale: «Vorremmo dare un consiglio alla Mencarelli - prosegue Cavazzuti - eviti di spingersi a proporre un azienda speciale per il servizio idrico, perché potrebbe essere smentita dal governo 5 Stelle/Lega. Nel “contratto” di governo fra Cinque Stelle e Lega infatti si legge testuale: “È necessario investire sul servizio idrico integrato di natura pubblica applicando la volontà popolare espressa nel referendum del 2011, con particolare riferimento alla ristrutturazione della rete idrica, garantendo la qualità dell’acqua, le esigenze e la salute di ogni cittadino, anche attraverso la costituzione di società di servizi a livello locale per la gestione pubblica dell’acqua”. Insomma un capolavoro di camaleontismo, perché si strizza l’occhio al risultato del referendum ma poi non si parla di proprietà pubblica ma di “natura” che non si capisce che voglia dire, e – nello specifico in riferimento alle affermazioni di Mencarelli – si afferma la necessità di avere “società” di servizi per la gestione pubblica: con questo articolato basta una spa a maggioranza pubblica, altro che rispetto del referendum. Noi siamo per l’applicazione integrale del risultato del referendum 2011 qui come a Roma e nel resto di Italia. Altri, pur di tenersi a livello nazionale forze che l’acqua l’hanno privatizzata (come la Lega) devono fare i camaleonti, ma i cittadini è bene che lo sappiano».

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di Redazione web