Attenzione
«Più operatori ecologici e “analisi” sul Guglielmi»
Il candidato del Partito comunista propone il passaggio agli autobus elettrici Sulle bonifiche: non agire con fretta o si rischiano danni per cittadini e operatori
MASSA. Dieci domande agli aspiranti sindaco sui temi principali del “governo” della città: prosegue con Marco Bondielli, candidato del Partito comunista, l’iniziativa del Tirreno in vista del voto.
1)Parliamo di sanità. Il distretto sanitario di via Bassa Tambura che ospita anche la Casa della Salute conta su spazi ridotti. L’amministrazione uscente ha proposto la collocazione del distretto nell’ex ospedale San Giacomo. Quale la sua proposta? Conferma quell’ipotesi o valuta un’alternativa?
«Lo spostamento del distretto Asl nel vecchio ospedale è una proposta interessante poiché consentirebbe di recuperare la struttura ospedaliera oggi abbandonata e garantirebbe la realizzazione di ambulatori più grandi. Tuttavia l’area è talmente grande che ritengo opportuno possa essere deputata ad avere molteplici usi, anche attraverso uno sporzionamento della stessa».
2)Raccolta differenziata e porta a porta. Pensa di estenderla, ridisegnarla, superarla? Illustri comunque la sua proposta in materia di rifiuti.
«L’attuale sistema di raccolta differenziata ha dei grandi limiti tra cui la bassissima frequenza con cui sono ritirati i rifiuti. Sotto ai palazzi del centro si sono ormai create delle piccole discariche che potrebbero essere eliminate adottando il sistema delle isole ecologiche sotto al livello del manto stradale in cui i cittadini possono, in ogni momento, portare i propri rifiuti opportunamente differenziati. Questo modello, adottato in diverse città toscane, risulta essere particolarmente efficace poiché si accede ai “cassonetti” attraverso il proprio codice fiscale, fattore che consente di individuare i cittadini più “virtuosi” riconoscendogli sgravi fiscali circa la tassa sui rifiuti».
3)Cave: manca il regolamento degli agri marmiferi. È tra le priorità?
«Il problema della regolamentazione delle cave è sentito da parte di tutta la popolazione. L’adozione di un nuovo e più rigido regolamento circa il volume e i ritmi di estrazione è doveroso dal punto di vista ambientale, lavorativo e paesaggistico».
4)Il teatro Guglielmi è sotto sequestro e l’autorità giudiziaria ha chiesto un nuovo certificato di prevenzione incendi. Quali saranno i primi passi della sua amministrazione per la riapertura e per l’organizzazione della stagione teatrale?
«Il Teatro Guglielmi versa in una situazione gravissima difficilmente risolvibile poiché è stato costruito con materiali e criteri del 1800, non rispondenti alle attuali norme di sicurezza. È quindi opportuno realizzare un’attività di analisi e valutazione dei rischi di concerto con il comando dei Vigili del Fuoco per valutare le eventuali soluzioni prospettabili, ponendo a carico del Comune costi di analisi e adeguamento».
5)Decoro, arredo urbano e verde. I cittadini chiedono manutenzione e valorizzazione degli spazi verdi. Quali sono le sue proposte?
«La rivalutazione degli spazi verdi cittadini, così come la riqualificazione delle aree periferiche, sono al centro del nostro programma. Sottolineiamo, però, come il mantenere pulite le strade, i parchi e le aree periferiche sia dovere anche di ogni cittadino per cui oltre a voler incentivare l’assunzione di ulteriori operatori ecologici desideriamo anche intraprendere un percorso di educazione civica ed ambientale nelle scuole e con la cittadinanza».
6)Tutti dicono che bisogna far crescere il turismo e “allungare” la stagione balneare. Come pensa concretamente di riuscirci?
«Massa è una città che storicamente ha incentrato il proprio turismo sulla stagione balneare, per natura limitata a tre mesi l’anno. Il turismo e la sua destagionalizzazione passano attraverso la promozione del territorio grazie all’organizzazione di eventi o festival a carattere culturale, musicale, artistico, che possano concretamente attrarre visitatori e rendere viva la città. Vicino a noi ci sono piccoli comuni che organizzano da anni festival di ogni genere, spesso gratuiti o a costo estremamente contenuto per i visitatori. Solo la nostra città non è in grado di attrarre un turismo che sia diverso da quello prettamente balneare ed anche in questo caso durante la stagione estiva mancano completamente servizi ed eventi a favore degli stessi turisti».
7)Ha un piano per far sì che Massa contribuisca nel suo piccolo a ridurre le emissioni di CO2? Ce lo può sintetizzare? E, in proposito, ha un’idea di come incentivare il trasporto pubblico e ridurre il traffico su gomma?
«Circa l’emissione di CO2 un grosso problema che affligge la nostra città è quello dei camion che attraversano il centro cittadino quotidianamente, inquinando e contribuendo ad innalzare il livello delle polveri sottili in città. L’amministrazione comunale, dal canto suo, dovrebbe cercare di implementare il servizio di trasporto pubblico, convertendo (acquistando) tutti gli autobus a benzina esistenti in elettrici, incrementando il numero e le tratte al fine di raggiungere aree della città non coperte dal servizio».
8)Il castello Malaspina: quali progetti per valorizzarlo e sfruttarne le potenzialità tutto l’anno?
«Ritengo che il castello Malaspina potrebbe avere una maggiore valorizzazione grazie all’organizzazione di mostre artistiche al suo interno o di concerti serali da organizzarsi durante la stagione estiva. Sarebbe importante, in quanto castello, organizzare eventi legati al tema medievale che potrebbero far riacquistare al nostro castello quel carattere storico che spesso passa in secondo piano».
9) Il nodo erosione è un problema chiave, come pensa di farsi valere in Regione?
«In merito all’erosione delle spiagge ed in generale al dissesto idrogeologico che colpisce il nostro territorio è fondamentale attuare al più presto una vasta opera di messa in sicurezza del territorio affidandola a esperti competenti che possano mettere in luce, scientificamente, le criticità del Comune in sede regionale, proponendo soluzioni efficaci e definitive».
10)Le bonifiche procedono a rilento, come pensa di riuscire a dare un’ accelerata?
«Non ritengo che si debba accelerare il processo di bonifica delle ex aree industriali poiché temo che per la fretta si arrivi a non rispettare le procedure previste ex lege con conseguenti rischi per la salute degli operatori che vi intervengono e di tutti i cittadini. Per alcune aree inquinate serviranno anni di tempo per poter tornare ad una situazione di normalità e i danni prodotti non possono essere eliminati o quantomeno attenuati in modo efficace senza l’attenzione e l’adozione delle soluzioni più idonee e sicure».
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