Il dolore
Mencarelli: «Offrono soldi per avere voti»
Accusa pesante della candidata 5 Stelle: «È un atteggiamento», ma non fa nomi. E annuncia il superamento di Gaia
MASSA. «Pare che ad alcuni elettori siano state promesse assunzioni in posti pubblici a fronte del loro voto il 10 giugno e, ancor più ripugnante, soldi in cambio di pacchetti di voti». Luana Mencarelli lancia un’accusa forte, ma non fa nomi. Sostiene che il suo è un «avviso agli elettori, perché è un reato anche accettarlo». Ma chi avrebbe acquistato pacchetti o fatto offerte non lo dice.
Contattata da Il Tirreno la candidata del Movimento 5 Stelle ribadisce l’intento pedagogico della sua denuncia. Che, almeno per il momento, non pare si concretizzerà in visite in procura o alle forze dell’ordine. «È ovvio che passare dalla raccolta della confidenza alla denuncia ci passa la prova», dice Mencarelli. «Noi l’abbiamo denunciata in senso generale non tanto per arrampicarci sugli specchi, come ci hanno detto ma perché la gente deve sapere che se gli viene chiesto il voto in cambio di lavoro o di denaro partecipano a un reato».
Il reato è quello dello scambio elettorale politico-mafioso, introdotto nel 1992 quando alla giustizia c’era il socialista Claudio Martelli e riformato nel 2014 dal governo Renzi con una riduzione, con pene possibili da quattro a dieci anni di reclusione e poi nuovamente inasprita nel 2017, riportandolo da 6 a 12 anni, con la riforma del codice penale voluta dall’ex ministro Orlando.
Le denunce, racconta Mencarelli, arrivano dai cittadini. In questo momento dunque in mano non avrebbero fatti documentati, ma soltanto denunce orali. «Ci sono persone che ci vengono raccontare queste cose. Se entreremo in possesso di nomi e cognomi, gente che ci mette la faccia, andremo avanti con la denuncia perché questo è un atteggiamento che non possiamo più tollerare. Il rispetto delle regole per noi è fondamentale. Basta guardare anche l’affissione dei manifesti, spesso in luoghi abusivi».
Non vuole entrare però nello specifico delle liste o dei candidati chiamati in causa da questa pesante accusa. «Non siamo in grado di fare i nomi perché chi ci ha raccontato queste cose non è disposto a fare un passo oltre. Però dovevamo farlo sapere, perché gli elettori non possono essere inconsapevoli».
Non si sa insomma chi avrebbe fatto offerte. «Non lo leghiamo a nomi e partiti specifici, è un atteggiamento diffuso e noi vogliamo che si sappia», insiste Mencarelli. La pistola fumante pare proprio non ci sia.
Cinque Stelle impegnati ieri anche nella campagna sull’acqua e sulla questione Gaia in un evento al Parco La Comasca. «Il nostro programma sull'acqua è chiaro e serio: proporremo un percorso con altri Comuni per il superamento di Gaia Spa, trasformandola in azienda speciale o consortile fino ad arrivare ad una gestione locale del Servizio idrico integrato, incentivando la partecipazione dei cittadini e istituendo una consulta permanente all’interno dell’ente gestore», ha spiegato la candidata Mencarelli.
«Entro fine mandato infine promuoveremo una sinergia istituzionale finalizzata a tutelare l’acqua pubblica e verificare qualità, costo equo, investimenti volti a ridurre la dispersione idrica della rete e al suo rinnovamento, installeremo casette dell’acqua minerale ad un prezzo calmierato e verificheremo le fontane d’acqua esistenti per eventuale recupero o ripristino» ha concluso. «Andiamo avanti a lottare per la nostra prima stella, convinti che una gestione pubblica partecipata di un monopolio naturale possa portare reali benefici perla collettività» ha chiarito ai presenti Federica Daga, deputata M5S e prima firmataria della legge per la ripubblicizzazione del servizio idrico.
Libero Red Dolce
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