Il Tirreno

Autobus, i dipendenti dichiarano l’agitazione

Autobus, i dipendenti dichiarano l’agitazione

Il personale di Ctt Nord contro il sistema dei subappalti e gli scarsi investimenti «Da quando hanno perso la gara per l’appalto regionale tirano i remi in barca»

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA-CARRARA. Arriva ieri la comunicazione che dichiara lo stato di agitazione di tutto il personale alla Ctt Nord di Massa Carrara

«Un’azienda ormai che sebra alla deriva – scrivono i sindacati in una nota unitaria – sono infatti alcuni anni, da quando l’azienda ha perso la gara regionale per l’aggiudicazione del servizio di trasporto pubblico locale e sono iniziati i contenziosi legali con l’aggiudicataria Ratp e la Regione Toscana, che sta tirando i remi in barca. L’azienda ottimizza le entrate, riscuote crediti ma non investe più sui bus facendo solo acquisti al risparmio e manutenzioni ridotte all’osso. Si sta forse preparando a lasciare il posto ai francesi di Rarp? », si chiedono polemici.

«I mezzi sono sempre piu vecchi. Alcuni, specialmente gli extraurbani ovvero quelli impiegati sulle linee dei paesi a monte, hanno 22 anni di servizio e non ne possono più. Ma la cosa peggiore è che gli acquisti recenti di bus sono stati fatti al risparmio, acquistando marche di bassa qualità. A testimonianza di quanto affermiamo i recenti bus che hanno preso fuoco, uno addiirittura carbonizzato, o i bus Beulas fermi in officina con il telaio rotto. Telaio rotto dopo due soli anni di servizio. Una vergogna. Ma chi in azienda ha permesso l’acquisto di questi bus non sarebbe meglio venisse impiegato in un ruolo con minore responsabilità? », proseguono i sindacati.

Una lotta che va avanti da molto e che riguarda anche gli stipendi. «Adesso proprio come conseguenza di questi bus nuovi fermi in officina l’azienda ctt nord decide di incrementare ulteriormente il subappalto. Subappalto da noi più volte contestato con numerosi Stati di agitazione del personale. Ulteriore subappalto che come conseguenza porterà il blocco delle assunzioni in Ctt a favore di assunzioni precarie ai minimi salariali in piccole Aziende private e in più la soppressione di posti di lavoro nelle residenze lavorative di Ctt a danno del Personale Aziendale che dopo tanti anni passati a lavorare lontano da casa, ha la possibilità di avvicinarsi. quanto sopra dunque per incapacità tecnica di ctt di mettere su strada bus in quantità e qualità sufficiente allo svolgimento del servizio che ha in affidamento dalla Regione. Da sottolineare che bus obsoleti e di qualità pessima incidono notevolmente sulla salute dei dipendenti. E quello che fa rabbia, perché assurdo, è che in presenza di problemi di salute dei dipendenti Ctt fa uso con estrema facilità del’aspettativa non retribuita ovvero se ne lava le mani e lascia i dipendenti senza stipendio», rincarano.

«Purtroppo infatti non ci sono posti alternativi in azienda per una ricollocazione del Personale Inidoneo. Posti in biglietteria? Non ce n’é più perché dati in appalto. Posti a fare rifornimento di carburante? Niente, in appalto anche questi. Posti a fare pulizia dei bus? Niente, anche qua tutto appaltato da anni», si continua nel comunicato.

Le conclusioni sono amare e poco lusinghiere nei confronti dell’azienda. «L’azienda ha degli incapaci in certi ruoli che non abbiamo messo noi per cui è l’azienda deve assumersi le responsabilità per fronteggiare e risolvere i problemi causati da queste persone. Ribadiamo il no al subappalto ma investimenti immediati. Chiederemo un incontro con l’assessore ai Trasporti Regionale Vincenzo Ceccarelli». A firmarlo sono i sindacalisti Leonardo Fazzi Filt-Cgil, LucaMannini Filt Cisl, Alberto Nardini Uilt, Claudio Corazzini Faisa e Graziano Maneschi Ugl.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa