Italia
Assolti, no al risarcimento
Rigettata richiesta di indennizzo di Roberto Ricci e del figlio
MASSA. Erano stati incarcerati con l’accusa di tentata estorsione e lesioni aggravate ai danni di una coppia che avevano raggiunto nella propria abitazione. In primo grado erano stati condannati a Massa, in appello a Genova erano stati assolti per insussistenza del fatto (tentata estorsione) e per non averlo commesso (lesioni). La sentenza era diventata definitiva il 26 marzo del 2014 perché non impugnata. Così Roberto Cesare Ricci e il figlio Pablo n(quello della faida dei Poggi) avevano chiesto un indennizzo per ingiusta detenzione (quasi un anno, dal 21 dicembre del 2010 al primo dicembre del 2011 quando poi furono messi ai domiciliari fino a giugno 2012). La corte di Cassazione ha ribadito il no all’indennizzo: «Solo a distanza di un mese dall’esecuzione della misura i Ricci ebbero a riferire al pm dichiarazioni conducenti a una prova di alivi; con la precisazione che le indicazioni difensive si rivelaronoinverosimili, secondo lo scrutinio effettuato sia dal gip che dal tribunale del riesame. Il giudice ha evidenziato che i testi indicati dai Ricci avevano reso dichiarazioni contraddittorie e reciprocamente incongrue, tanto che i giudici della cautela infierirono, da tale strategia difensiva, una ragione di aggravamento delle esigenze cautelari, per il pervicace tentativo di alterazione del quadro indiziario».
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