Il Tirreno

«Serve più impegno per le cave»

«Serve più impegno per le cave»

L’esperta Leverotti: «Nel regolamento urbanistico manca una ricognizione»

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MASSA. Lettera aperta della docente e ambientalista Franca Leverotti ai candidati allo scranno di sindaco. Il tema è quello delle cave, quel che non è stato fatto e quel che c’è da fare. E un problema di metodo.

«Purtroppo questa amministrazione lascia in eredità parecchi problemi: la legge vigente è del 1846, la tassazione del marmo (15,75 euro a tonnellata indipendentemente dalla qualità) è avulsa dai prezzi di mercato, ci sono ancora le rendite parassitarie, il consiglio comunale è stato spogliato negli anni ’90 di questa materia, da ultimo i piani di bacino imposti dalla Regione Toscana dovevano già essere completati e il regolamento urbanistico manca di una completa ricognizione delle cave», comincia Leverotti. Che poi enumera altre questioni.

Il problema delle quantità di materiale estratto e i controlli. «Non si controlla mai la quantità estratta dalle cave e si continuano a dare rinnovi o prolungamenti senza verifiche, nonostante i rilievi dell’università di Siena a disposizione del Comune, ma non utilizzabili per mancanza di idonei programmi, e nonostante alcuni recenti precedenti: una ditta ha scavato abusivamente quasi 2 torri fiat e l’altra 26.000 mc in difformità. L’accertamento in questi casi è dipeso solo da ripetute sollecitazioni degli ambientalisti».

«Le ditte dichiarano un rapporto percentuale blocchi -scaglie- continua la professoressa - dove le scaglie fanno la parte del gigante: fino all’80%, nonostante le macchine sempre più perfette, che in galleria consentono di rovesciare il rapporto. Il Comune accetta queste rese e addirittura che la stessa ditta vada indietro come i gamberi e negli anni dichiari minori quantitativi di blocchi. Due ditte hanno dichiarato al Comune che la proprietà delle cave è loro; una l’ha pure intestata a catasto. Si possono continuare ad autorizzare solo perché il catasto non fa fede e pagano l’affitto annuale di 0,0024 euro a mq?

«Non sarebbe il caso di risolvere la questione prima di rilasciare ulteriori autorizzazioni, anche perché è certo che a Massa tutte le cave sono della collettivita?», si chiede Leverotti.

E offre il suo aiuto a chi volesse recepire l’offerta. «Mi metto a disposizione dei candidati Sindaci perché il mio interesse per le cave è legato non solo alla tutela dell’ambiente, ma al desiderio che le regole siano fatte proprie dai concessionari e dagli uffici», conclude.

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