La manifestazione
«Non è stato lui a prendere i soldi»
Accusato di aver preso denaro dalle slot, assolto per non aver commesso il fatto
AULLA. Per il giudice monocratico Valentina Prudente, che ieri mattina ha pronunciato la sentenza, non è stato lui a “far sparire” quei 76.000 euro dalle slot machines. Marco Zanardi, difeso dall’avvocato Maurizio Barbieri, finito a processo con l’accusa di appropriazione indebita, è assolto con formula piena. Per il giudice non ha commesso il fatto.
La sua vicenda giudiziaria comincia nel 2012: a denunciarlo è il suo datore di lavoro, titolare di una società privata che “scassetta” le slot per Novamatic. Vale a dire: preleva il denaro all’interno delle macchinette.
Il titolare della società - lo ha riferito anche in aula - trova diversi ammanchi: le cifre scassettate da varie macchinette in Lunigiana e in Garfagnana non corrispondono ai resoconti. Il titolare nota prima un ammanco da 18.000 euro, poi ammanchi successivi fino alla cifra complessiva di 76.000 euro. Scatta la denuncia e il dipendente (ormai ex) si ritrova a processo con l’accusa di appropriazione indebita.
Una vicenda delicata che, stando alla ricostruzione emersa durante le udienze, causa a Zanardi anche la perdita del lavoro.
Ieri mattina, l’ultima udienza, quella in cui il giudice Prudente pronuncia la sentenza e assolve l’ex dipendente per non aver commesso il fatto. Non è stato lui, quindi, ad aver sottratto i 76.000 euro dai cassetti delle slot. Assoluzione con formula piena.
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