In piazza la scultura nasce dalle mani
Per il simposio le note di De Andrè e le parole di don Raffaello: voi date vita a una città semimorta
CARRARA. Parte quando sono da poco passate le 18 con il «si ricomincia» degli organizzatori, il consueto brindisi, i suoni degli scultori, la musica di De Andrè e le parole di don Raffaello Piagentini la sesta edizione consecutiva del Simposio internazionale di scultura a mano.
In realtà organizzatori e scultori erano già in piazza Duomo a Carrara dalla mattinata; ma l'inaugurazione vera e propria, quella dal «classico valore simbolico» (come dice Robo, organizzatore dell'evento con Romeo Buffoni) è andata in scena nel tardo pomeriggio di giovedì.
È partita ufficialmente la sesta edizione del Simposio che fino al 9 giugno si svolgerà in piazza Duomo a Carrara: qualche settimana di anticipo, rispetto alle date dei precedenti simposi, per far parte del calendario di eventi di White Carrara Downtown 2018 (da oggifino al 9 giugno a Carrara). Cambiano le date, ma non la sostanza: il simposio comincia con i suoi ombrellini rossi e i suoni, il ticchettio degli scultori che si sente già lungo le strade del centro che portano in piazza Duomo.
Nove, come già scritto, gli scultori arrivati per la sesta edizione; a loro si aggiunge anche Dante Rossi (il fabbro, “magnan”).
Gli artisti che accompagneranno l'iniziativa in questi dieci giorni sono: Zoran Grinberg, Alem Teklu, Mario Fruendi, Federica Malatesta, Marco Petrasch, Tadej Razingar, Fulvia Cardella, Sarah Atzeni e Olga Angela Mattioli. Di Mario Fruendi, come detto, l'opera che uscirà dal Simposio e rimarrà nel centro di Carrara, in maniera permanente.
I partecipanti. In piazza oltre agli organizzatori e al pubblico che passa per il via al sesto Simposio, c'era anche Luca Figari, direttore Imm e c'è anche, tra gli altri, Don Raffaello Piagentini che cita la “Divina Commedia”, ma non solo. «Un grazie gioioso – le sue parole per dare il benvenuto alla manifestazione – a voi che date vivacità e vita a questa città che ormai è semimorta. Voi con la subbia e il martello mettete in alto il nostro marmo». Queste le sue parole prima di andare a parlare di «strage e scempio delle Alpi Apuane», «un microcosmo che gli uomini stanno dilaniando senza ricaduta sui carrarini, ai carrarini solo le disgrazie», ha concluso il Don, salutato da un fragoroso applauso dei presenti. Tornando poi allo svolgimento del Simposio internazionale di scultura a mano – organizzato dall'associazione “La Manforta”, Galleria Duomo e “Gli artisti del borgo” – ricordiamo che, collateralmente, ci sarà domani (sabato) e domenica un'esposizione in ricordo di Marco Bombarda, storico “mortalaio” dell'evento, scomparso.
Inoltre presso la Galleria del Borgo via Santa Maria 1 (dalle 10 alle 13; dalle 16 alle 19, tutti i giorni del Simposio) ecco la mostra di pittura con le opere del pittore Romeo Buffoni e le terrecotte di Alberto Giromini.
«Sono contento della continuità del Simposio: confermiamo la qualità dei lavori e degli artisti; lavoriamo alle richieste già un anno prima, con gente che viene da fuori. L'esperienza di lavorare il marmo a mano qui a Carrara per molti artisti è una occasione importante, quasi un mito. Ringraziamo chi ha contribuito», il commento al via di Robo.
Grande entusiasmo quindi per la sesta edizione del Simposio internazionale di scultura a mano in piazza Duomo a Carrara: si prosegue fino al 9.
(l.ba.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
